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Philip Glass

Philip Glass Philip Glass

Nato a Baltimora nel 1937, a sei anni suona già il violino e ad otto il flauto. Si laurea all'Università di Chicago all'età di 19 anni, specializzandosi in matematica e filosofia, mentre parallelamente continua lo studio della musica concentrandosi su compositori quali Webern e Ives. Determinato a specializzarsi in composizione, si trasferisce a New York per frequentare la Juilliard School, dove resta affascinanto, nel corso dello studio, dalle tecniche compositive di Aaron Copland e William Schuman. Si sposta quindi a Parigi dove, dopo due anni d'intenso studio sotto la guida di Nadia Boulanger, è chiamato a trascrivere la musica indiana di Ravi Shankar secondo una notazione leggibile per i musicisti francesi e, durante tale lavoro, scopre e si appassiona a tali tecniche compositive. Mettendo da parte quindi la musica e le tecniche occidentali, si avvicina, attraverso un lungo viaggio, alla tradizione musicale del Nord Africa, dell’India e dell’Himalaya, e tornato a New York, comincia a comporre servendesi delle tecniche apprese. Dopo lavori ancora incerti che si muovono, senza una soluzione chiara, fra i due orizzonti musicali, dal 1974 inizia a comporre definitivamente secondo i nuovi prinicpi ritmici, dando origine ad un gran numero di partiture che resero nota, nell’arco di breve tempo, la sua “musica ripetitiva”.
Compone in questi primi anni Settanta sia per la compagnia teatrale Mabou Mines (di cui Glass è uno dei co-fondatori), sia per il suo gruppo, il Philip Glass Ensemble, muovendosi inoltre fra l’opera lirica (Einstein on the Beach in collaborazione con Robert Wilson,  Satyagraha, Akhnaten, The Fall of the House of Usher, The Voyage), l'opera sinfonica (The Light, Itaipu, Low) e quella cameristica (i quartetti d'archi). Nel frattempo Glass continua ad indagare il rapporto fra architettura sonora e palcoscenico, creando la musica per spettacoli di danza e di prosa, tra i quali si ricordano, In the Upper Room per Twyla Tharp, la trilogia basata sul lavoro di Jean Cocteau, lo spettacolo danzato Children of the Game in collaborazione con la coreografa Susan Marshall, lo spettacolo The Marriages Between Zones Three, Four and Five su testo di Doris Lessing, Heroes Symphony, una sinfonia per balletto basata sulla musica di David Bowie e Brian Eno e White Raven, una collaborazione con Robert Wilson commissionata per la prima mondiale all'Expo mondiale '98 di Lisbona.
Cominciano intanto ad arrivare i primi riconoscimenti, tra cui LA Film Critic's Award, un Oscar ed una nomination per il Golden Globe per la migliore colonna sonora (Kundun di Martin Scorsese). Nel 1995 viene nominato Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere dal Governo Francese e riceve lauree ad honorem dall'Università di Braneis, l'Università dell'Arte di Philadelphia e l'Università Statale di New York a Buffalo.
Tra le sue ultime creazioni si ricordano le composizioni per il teatro musicale (The Sound of a Voice con David Henry Hwang, 2003, Waiting for the Barbarians, basata sul libro di John Coetzee, 2005), per le pellicole cinematografiche (Errol Morris' The Fog of War, 2003), la musica sinfonica e per pianoforte (Piano Concerto No. 2 (After Lewis and Clark) e Symphony No. 7, entrambe eseguite in collaborazione con la con l'Omaha Symphony Orchestra, rispettivamente nel 2004 e nel 2005), oltre a particolari collaborazioni quali quella per Orion (2004) che lo vede lavorare insieme ad altri sei artisti di livello internazionale.
Nutrita è la serie di incisioni discografiche che copre pressoché l’intera carriera ed attività artistica, tra gli ultimi si ricorda il suo Etudes for Piano Vol. I, No. 1-10 (2003).
Nel frattempo Glass ha continuato ad esibirsi regolarmente con il suo Ensemble: tra le ultime apparizioni, il Philip on Film, una raccolta di sue musiche da film fra cui Koyaanisqatsi, Powaqqatsi, La Belle et La Bête e Dracula.

Ultima modifica il Martedì, 25 Giugno 2013 08:12
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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