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Globe Theatre: I soliti noti... Villa Borghese 2 luglio/27 Settembre 2015

"Re Lear", regia Daniele Salvo "Re Lear", regia Daniele Salvo

Si è tenuta la presentazione stampa del cartellone del Globe Theatre capitolino, diretto dal maestro Gigi Proietti, che nei suoi dodici anni di direzione si è sempre prodigato con grande professionalità verso la commemorazione dei testi del celebre drammaturgo anglosassone.

Cinque lavori in scena con una preziosa novità: i Sonetti.
An androgynous mind - così fu definito da ColeridgeShakespeare, nei suoi 154 componimenti in versi, non solo esplora la fattura e l'identità del soggetto amato, oggetto del desiderio, dal maschile al femminile - un'eccezione, quest'ultima, orientata verso un'immagine di dark lady – ma indaga a fondo anche sul significato dell'amicizia, sul cosa si manifesta in quelle affinità elettive che la cementano, sul concetto di amore scandagliato nei sui possibili aspetti e strumento di conoscenza orientato, di volta in volta, verso se stessi, l'altro, il mondo, la poesia, la bellezza, la caducità.
In effetti in un cartellone che si ripete - benché repetita iuvant - fa piacere assistere a qualcosa che riporti in auge il ruolo del cantastorie, oggi molto in linea con una necessità di restrizione dei costi produttivi, che si apra anche alla contaminatio con altre arti – per i Sonetti sono previste musiche di Bowie, Morisette, Mitchell, Winehouse – preservando, ma spendendo meno, l'alta qualità artistica, unico baluardo a difesa della Bellezza.
Shakespeare fu maestro nell'analisi dell'animo umano, si sa, perciò le sue opere restano universali e sempre attuali, ragion per cui portarlo in scena risponde al bisogno intimo sia di chi il teatro lo fa sia di chi vuol cibarsi di teatro per non abbassare la guardia della riflessione e del dubbio. Quel dubbio, ad esempio, che tormentò Otello e che se portato alla luce avrebbe evitato l'autodistruzione. Siamo tutti bianco e nero insieme, immersi in un labirinto psicologico pericoloso che coniuga ragione (bianca) e istinto (nero), a vantaggio di una vulnerabilità sempre a un passo dalla schizofrenia e dal caos, una sorta di step successivo all'"essere o non essere" amletico, il quale approda all'"essere quel che sei" – come ci avverte la presentazione del regista Marco Carniti, incaricato di presentarci proprio il dramma della gelosia di Otello.
Si parte con il linguaggio delle fate nel Sogno di una notte di mezza estate di Riccardo Cavallo, per passare attraverso l'analisi di potere affogato nel compromesso e nel difficile rapporto padre-figlio chiarito via via grazie agli errori nel Re Lear di Daniele Salvo, fino a toccare un magistrale esempio di crescita personale e collettiva, offerto proprio dal momento di maggiore difficoltà, con Molto rumore per nulla diretto da Loredana Scaramella. Dulcis in fundo, la Bedouin Shakespeare Company si esibirà a Villa Borghese, per la prima volta in Italia, dandoci un saggio della lingua del grande drammaturgo, con The comedy of errors, oltre ad offrici un bell'esempio d'investimento privato nella Cultura e nel Teatro: il progetto è sostenuto da due esponenti della Famiglia Reale di Abu Dhabi.
Tutte riprese, gli spettacoli in cartellone, e tutti testi arcinoti...un'operazione che si muove sul sicuro, in fondo, un po' in contrasto con il ruolo di produzione artistica. In un'ottica di offerta che non dimentichi anche la sua funzione divulgativa, probabilmente andrebbero esplorati anche quei testi e quegli aspetti meno noti di Shakespeare, rischiando perciò – e sapendo di farlo - di aprirsi a nuove produzioni e a nuovi cast da preparare....ma questo costerebbe molto di più!
Quel che un tempo era il supporto dell'ente pubblico a favore del teatro – Regione, Provincia, Comune - è entrato in crisi in modo irreversibile e le possibili soluzioni sono necessariamente da ricercarsi altrove, ormai, sia nei nuovi mezzi di comunicazione - Internet in primis - sia nel privato. E se si trovasse il modo di arricchire la rosa dei beneficiari dello sgravio fiscale di ogni singolo cittadino? Il famoso otto o cinque per mille - per intenderci - potrebbe essere dirottato anche verso nuovi progetti culturali, a sostegno di compagnie, teatri, associazioni di chi si prodighi con progetti concreti a favore della Cultura, del Teatro e a tutela dei suoi adepti. In questo modo, con l'ausilio di fior di organizzatori/amministratori che sappiano mettere a punto una politica promozionale capace di conquistare consensi e sovvenzioni, si potrebbe sperare in una nuova Renaissance del Teatro e della Cultura. Mantenere alta la qualità, puntando alla sensibilizzazione di possibili benefattori sull'esempio della famiglia Toti – una volta c'erano i Medici o Federico II - e seducendo con nuove idee che aprano verso un arricchimento scenico e creativo. Riportare al centro speranza e futuro, senza abbandonare il desiderio e il bisogno di un insostituibile tutoraggio da parte di chi ha ancora tanto da insegnare, a tutela proprio di una maturità graduale che non debba temere, domani, quel ricambio scenico ineludibile imposto da Madre Natura.

Ultima modifica il Martedì, 30 Giugno 2015 04:53

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