giovedì, 18 luglio, 2019
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Le donne, il teatro, la vita. In 'Scena madre' l'omaggio agli studi di Annamaria Cascetta. -di Nicola Arrigoni

Si definisce 'scena madre', il cuore di una pièce, un momento di svolta nella vicenda drammaturgica. Scena madre è il titolo dell'omaggio alla carriera accademica di Annamaria Cascetta, docente di drammaturgia teorica alla Cattolica di Milano. Scena madre è il titolo del volume miscellaneo curato da Roberta Carpani, Laura Peja e Laura Aimo, pubblicato dalla casa editrice dell'ateneo milanese Vita & Pensiero, una riflessione su donne, personaggi e interpreti della realtà, così recita il sottotitolo. Oltre cinquecento pagine in cui il binomio teatro e donna è parso ai colleghi della docente il miglior modo per documentare e rendere omaggio all'attività accademica e di ricercatrice di Cascetta. «L'assunto che il teatro sia la madre e la matrice delle arti e che la drammaturgia sia la loro armonica fusione e ispirazione ha corroborato la ricerca di Annamaria (...) – scrive Claudio Bernardi nell'introduzione -. Ancor di più Annamaria condivide l'opinione del suo maestro, Mario Apollonio, che la 'poesia partecipata' è matrice non solo dell'arte, ma della vita culturale e sociale, etica e politica della grande famiglia umana». Questo aspetto spiega la natura multidisciplinare e variegata dei contributi raccolti in cui il teatro, ovviamente, ha una sua rilevanza, ma non mancano testimonianze legate alla filosofia, alla semiotica, alla storia, nella consapevolezza che sul palcoscenico del sapere non esistano steccati di sorta. In questo senso l'altra metà del cielo è oggetto di analisi nei vari saggi come stimolo al cambiamento, esempio di emancipazione, 'scandalo' del sacro.
La prima sezione: Alle costole dell'uomo è una sorta di disanima del femminile nelle Scritture e nel sacro e si spazia dal Pianto di Maria e la rivoluzione drammaturgica della scena passionista di Carla Bino al racconto dei festeggiamenti e giochi pirotecnici per l'incoronazione della Madonna della Misericordia di Savona nel 1805, ripercorsi da Fabrizio Fiaschini, per passare al saggio Donne icone e icone di donne di Francesca Barbieri e Alessandra Bignatti che apre la sezione Donne fatali, piuttosto che all'articolo di Maria Franca Frola dedicato alla Lulu di Wedekind o al rapporto fra Macbeth e la sua Lady, analizzato da Siro Ferrone.
Impossibile citare i tanti e variegati contributi che compongono il volume, una vera polifonia di punti di vista e di sguardi sul femminile nelle arti. Sono molti gli spunti offerti dal volume in cui il teatro entra con uno sguardo tutto al femminile, che muta, rivoluzione, cambia prospettiva alle cose. Non è un caso che le attrici della Commedia dell'Arte come Vittoria Armani e Isabella Andreini rivendicassero la loro arte come un mestiere, frutto di studio, tecnica e conoscenza, esercizio, un'arte pubblica e non pubblicana, una dignità di attrici che cercava di emanciparsi dalla idea che il mestiere dell'attrice fosse un'appendice del meretricio, o ancora non meno interessante appare l'excursus nell'immaginario cinematografico del Novecento legato alla femme fatale. Gli sguardi sul femminile sono sguardi che intrecciano arti e saperi, estetiche ed etica in nome di una declinazione dell'altra metà del cielo come possibilità di vita inclusiva e ricca di emozioni, rispetto a quella offerta dalla prospettiva della violenza tipica del maschio. Detto questo le donne sono rivoluzionarie per natura o per necessità, sono determinate nel perseguire la loro idea di mondo come l'azione artistica portata avanti da Mina Mezzadri e Andrée Ruth Shammah negli anni Settanta, riletta da Andrea Bisicchia. Bello e scritto col cuore il contributo di Laura Curino in cui voci di donne e cose da uomini si intrecciano nel suo teatro, nei suoi racconti al femminile tra le scintille e la polvere. Le donne non sono solo miccia incendiaria ma sanno essere anche grandi mediatrici e nell'ultima sezione del volume si gioca con l'immagine e il ruolo della donna nei media, spaziando da Mina riletta come performer mediatico anzitempo da Elena Mosconi, o la partecipazione di Franca Rame col monologo Lo Stupro a Fantastico nel 1987, caso preso in esame da Fausto Colombo. C'è poi la bella carrellata di Anna Karenina nelle recenti trasposizioni audiovisive, firmata da Armando Fumagalli, oppure la disanima del Femminile nel web 2.0 di Nicoletta Vittadini o ancora le Donne-coraggio di Laura Curino, analizzate da Roberta Carpani. Questa polifonia di interventi non solo rende omaggio ad una studiosa del teatro come Annamaria Cascetta, ma dimostra con concretezza quanto il teatro e la sua semantica siano onnicomprensivi, siano mondo, un mondo in cui l'altra metà del cielo ha piena e preziosa cittadinanza.
Scena madre. Donne, personaggi e interpreti della realtà. Studi per Annamaria Cascetta, a cura di Roberta Carpani, Laura Peja, Laura Aimo, Vita & Pensiero, Milano, 554, 60 euro.

Ultima modifica il Lunedì, 02 Febbraio 2015 14:02

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