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Spettacoli danza a New York- maggio 2012 di Francesca Camponero

Giselle Giselle Irina Dvorovenko e Roberto Bolle

New York alle prime luci del tramonto cambia aspetto, lo fanno vedere i riflessi dei grattacieli che si confrontano tra di loro sugli specchi delle grandi finestre vetrate e lo mostrano le mises delle signore per strada tra la fifh e la sixth avenue che si apprestano ad andare a teatro. Già perché nella Grande Mela gli spettacoli serali iniziano molto prima che da noi in Italia, intorno alle 7 p.m., e così quando ancora il sole colora di giallo il traffico pulsante, abiti da sera sfarzosi, tacchi a spillo e papillon, sfrecciano per raggiungere il Lincolm Center, sede dei più grandi teatri della città. I Newyorkesi amanti del balletto sono davvero tanti e i due teatri sedi delle più grosse compagnie americane riempiono tutte le sere i loro 3000 posti per le repliche del New York City Ballet e dell'American Ballet Theatre. E' il David H. Koch Theater la sede del NYCB, uno splendido teatro nato esclusivamente per la compagnia di danza che propone per tutta la stagione coreografie di Balanchine, Robbins e adesso anche dell'attuale Ballet Master in Chef Peter Martin.

In data 17 maggio erano in programma Concerto Barocco e Tchaikovsky pas de deux di Balanchine, Andantino e The Cage di Robbins, e a chiudere Les carillon per la coreografia di Christopher Wheeldon. Ad esibirsi una compagnia impeccabile per la sua preparazione tecnica e per la disinvoltura acquisita negli anni nel eseguire coreografie che oramai fanno parte di un loro repertorio storico che rende le loro performance sciolte e ineccepibili. Notevole nella sua prestazione altamente tecnica ed atletica il danzatore Joaquin De Luz nel passo a due di Tchaikovsky, come sensuale e accattivante Wendy Whelan nel ruolo della Novizia in The Cage. Senza dubbio per quanto riguarda Concerto Barocco si rimpiangono un po'i tempi in cui la coreografia balanchiniana veniva eseguita da Peter Martin e Susan Farrell, senza dubbio più espressivi e quindi più coinvolgenti dei ballerini della compagnia odierna. L'ultimo atto dello spettacolo con Les carillon è stato senz'altro quello più avvincente, in quanto la modernissima coreografia di Wheeldon ha dato modo di presentare al meglio un corpo di ballo compatto e preparato che ha offerto al pubblico le perfette simmetrie volute dal balletto.

The Cage

Il 21 maggio invece al Metropolitan Opera House era in scena Giselle con la star nostrana Roberto Bolle e l'ukraina di Kiev Irina Dvorovenko. Una Giselle tradizionale che si è attenuta perfettamente alla coreografia di Corelli, Perrot e Petipa lasciando anche intatti scenografia, costumi e luci. Roberto Bolle ha dato ancora una volta gran prova di sé e della sua classe interpretativa, che, diciamolo pure, non è facile trovare nei danzatori americani, e la Dvorovenko è stata un'ottima Giselle sia dal punto di vista tecnico che interpretativo soprattutto nella scena della pazzia del primo atto. Solo un piccolo errore durante una presa nel secondo atto ha fatto tenere il pubblico per un attimo col fiato sospeso, ma questo non ha tolto nulla alla perfezione di un balletto che rimane magico e coinvolgente anche all'interno della metropoli americana. La compagnia dell'ABT ha dimostrato tecnica pulita che non lascia nulla da obiettare se non quanto detto per l'NYCB, poca espressività. Da Myrta, regina delle Villi, interpretata da Simone Messmer, ci si aspettava qualcosa di più, così come dalla coppia dei due contadini nel primo atto eseguita da Maria Riccetto e Blaine Hoven, e allora viene spontaneo dire attenti ad essere troppo severi coi nostri ballerini italiani perché all'estero non sempre si vede di meglio.

Ultima modifica il Giovedì, 21 Marzo 2013 07:54
La Redazione

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