giovedì, 18 luglio, 2019
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Con i Salesiani un musical Zeffirino Namuncura' "IL PRINCIPE DELLA PATAGONIA"

"Il Principe della Patagonia" "Il Principe della Patagonia"

Con i Salesiani un musical
Zeffirino Namuncura'
"IL PRINCIPE DELLA PATAGONIA"

In questa primavera romana diverse sono state le proposte teatrali interessanti e piacevoli sorprese. Una di queste è quella andata in scena al Teatro Viganò, presso la sede dell'Università Pontificia Salesiana, una novità assoluta in Prima Nazionale, un musical dal titolo: "Il Principe della Patagonia", storia di Zeffirino Namuncura', primo beato indio salesiano laico argentino, beatificato da Papa Benedetto XVI l'11 novembre 2007 a Chimpay. Presenti alla serata Autorità del Governo Argentino, importanti esponenti del mondo Salesiano, religioso e della Cultura, il TG2 e numerosi giornalisti di chiara fama. Parte del ricavato della serata è stato devoluto alla missione delle suore povere bonaerensi Hogar San José di Muniz – San Miguel di Buenos Aires.
Si dice : "quasi sempre le grandi opere cominciano con grandi sogni", ed è come nel caso dell' Evangelizzazione della Patagonia, sogno fatto da S. Giovanni Bosco e realizzatosi, nel 1875, con la fondazione della Congregazione Salesiana e la prima spedizione missionaria sbarcata a Buenos Aires, in Argentina; ed in quello del "Progetto Zeffirino", di cui lo spettacolo è parte importante ed integrante, nonché un cd, ed un eventuale film. Progetto che vede prendere il via, nel 2011, con l'inaugurazione del monumento a lui dedicato, nell' Istituto di Villa Sora a Frascati, unico in Europa, da parte del Cardinale Tarcisio Bertone e da oltre 50 vescovi concelebranti, tra i quali l'allora Primate Argentino, Cardinale Jorge Mario Bergoglio, attuale Papa Francesco. Ideato e realizzato da Roberto Scardella e Tommaso Sbardella, cooperanti salesiani e insegnanti nell'Istituto Villa Sora di Frascati, insieme al Maestro Roberto Gori, compositore e direttore di coro, autore dei brani musicali, affascinati dall' esempio di questo giovane e incentivati dalle parole illuminanti del Santo Padre, che lo ha proposto come modello di santità nella recente Esortazione Apostolica "Christus vivit", frutto del Sinodo dei giovani dell' ottobre scorso. Il musical vede anche la partecipazione della Scuola di Danza " Crazy Gang ".
Lo spettacolo è un viaggio nella Terra nativa di Zeffirino Namuncura', la Patagonia, nelle vicende sociali del suo Paese, l'Argentina; nella Cultura occidentale, a lui totalmente nuova, nella quale, ad un certo punto della sua vita, dovrà inerircisi. È un incontro con il suo popolo, i Mapuche, con persone e amicizie che illumineranno il suo percorso di fede o che daranno gioia e spensieratezza al vivere quotidiano. È un susseguirsi di immagini, che proiettate sul fondale e le due quinte, saranno gli elementi principali della scena: dalla Patagonia, con paesaggi e natura incontaminati, orizzonti sconfinati, il volo libero delle aquile nei cieli dai colori e luci mozzafiato, la durezza e le difficoltà nel viverla; alle città: da Buenos Aires a Viedma, da Genova, Torino, Roma tramite immagini, musiche e balli simbolo a loro legati, dal Tango Argentino, a S. Pietro e Roma culla della cristianità; o attraverso i riferimenti dei costumi, o pittorici, architettonici e industriali del '900: dalle piazze di De Chirico alla pittura gestuale di Pollock, dalla Mole Antonelliana, alle fabbriche, ai porti; di emozioni, di sentimenti, toccando temi che riguardano la vita, attualissimi, come la maternità, la povertà, la sofferenza, le guerre, la fratellanza, l'uguaglianza, l'emigrazione, il lavoro, la ribellione, la rinascita, la pace, l'amicizia, la morte, la fede. È un percorso interiore di riflessione e di presa di coscienza da parte di tutti.
Tutto per raccontare, dalla prima missione salesiana in Patagonia, la vita e le virtù del giovane mapuche... Una voce fuori campo, quella di don Bosco che spera di mandare missionari in Patagonia è l'inizio del musical, subito dopo una luce abbagliante invade il palcoscenico ed appare una "Croce" a simboleggiare la passione, la morte, la resurrezione e la speranza, la fede che è la chiave, il mezzo attraverso il quale si possono superare gli ostacoli della vita ed incontrare la grazia, Gesù"... Nato sulle rive del Rio Negro, a Chimpay, il 26 agosto 1886, cresciuto nel duro ambiente della Pampa, dalla storia ricca ed intensa, drammatica con un insieme di dolore, gioia, ansie e desideri, primo fra tutti quello per il suo popolo. Sentimenti che incontreranno, nella sua fanciullezza, il Vangelo sfociando in una grande fede, mezzo attraverso il quale fare regnare la pace. La sua vita è un breve percorso, di appena 19 anni, ma ricca di insegnamenti, modello di equilibrio, di carità e di impegno, un'avventura nella grazia che ne farà di lui un "cuore illuminato", testimone di vita cristiana. Dopo aver ricevuto il battesimo, ad opera di un missionario salesiano, lascerà la sua terra nativa, i suoi affetti, la sua gente per venire a studiare in Italia, nei vari collegi salesiani, fino a giungere in quello di Villa Sora a Frascati, con il desiderio di essere ordinato sacerdote, per poi tornare ad Evangelizzare il suo popolo, "voglio essere utile alla mia gente attraverso lo studio, la Cultura, la fede", questo il suo "progetto di vita"; prenderà a modello Domenico Savio nel suo percorso di studi, avrà al suo fianco una guida spirituale e illuminante, Monsignor Cagliero, amici e compagni di studio, come Carlos Gardel che diventerà il più grande interprete del Tango Argentino, che doneranno allegria e spensieratezza al vivere quotidiano. È in quegli anni di conoscenza, di impegno, di studio, di crescita interiore, che si ammalò di tubercolosi e dopo pochi mesi, all'Ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina a Roma, tra grandi sofferenze, morì. Con la conoscenza di Zeffirino si vuole lanciare un messaggio chiaro : "quello di credere nei giovani, di riscoprire la fertilità dell'Evangelizzazione ed i valori fondamentali per la crescita Culturale, morale e religiosa, come macchina di cambiamento sociale utile ad arricchire la storia, in un periodo, come l'attuale, di particolare emergenza educativa". Un esempio per i giovani di altruismo e ritorno alle cose semplici e che, ad un certo punto della loro vita, sentono il bisogno dell'impegno sociale e della solidarietà, "un' eroe controcorrente" soprattutto per quelli, che purtroppo, sono affascinati da altre figure di eroi al negativo.

Ultima modifica il Giovedì, 13 Giugno 2019 19:40

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