giovedì, 18 luglio, 2019
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Andare al cinema per parlare di teatro. Tindaro Granata, Sotterraneo, Maria Paiato e Lino Guanciale si raccontano Dialoghi di Teatro Contemporaneo al Cinema del Carbone di Mantova. -di Nicola Arrigoni

Lino Guanciale Lino Guanciale

Andare al cinema per parlare di teatro
Tindaro Granata, Sotterraneo, Maria Paiato e Lino Guanciale si raccontano Dialoghi di Teatro Contemporaneo al Cinema del Carbone di Mantova
di Nicola Arrigoni

Andare al cinema per parlare di teatro... Accade a Mantova, al Cinema del Carbone. Accade da sei anni per volontà di un gruppo di cittadini che si sono riuniti nell'Associazione Cinema del Carbone, nata del 2002 quando nel centro di Mantova le numerose sale cinematografiche hanno iniziato a chiudere. Il gruppo si è quindi esposto, anche economicamente, per sistemare prima la cabina di proiezione di uno spazio teatrale, il Teatreno, e successivamente un vecchio cinema per dare vita a quella che ora è una tra le realtà culturali più vive della città. Il Cinema del Carbone è attivo infatti tutti i giorni della settimana grazie al lavoro di una quindicina di volontari che nella propria vita 'civile' svolgono professioni differenti (maestra, libraia, impiegato, elettricista, assistente sociale, insegnante, tanto per citarne alcuni). I soci sono più di 900, l'attività pressoché quotidiana propone film d'essai, prime visioni, corsi di cinema, si svolgono attività di alternanza per gli studenti, si pianificano attività con bambini ed anziani, oltre a rassegne con molte associazioni del territorio in cui si affrontano tematiche differenti (scienza, arte, attualità, fine-vita, diritti civili, ambiente, si parla di teatro contemporaneo.

overload 2018

Dialoghi di Teatro contemporaneo da sei anni propone una serie di conversazioni/spettacoli con artisti di primo piano del panorama scenico nazionale. Dal Cinema del Carbone negli anni scorsi sono passati Saverio La Ruina, Antonio Latella, Socìetas Raffaello Sanzio, Babilonia Teatri, Danio Manfredini, Virgilio Sieni, Roberto Latini, Anna Bonaiuto, Elisabetta Pozzi, Peppino Mazzotta, Iaia Forte, Milvia Marigliano, Anna Della Rosa, Ermanna Montanari, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Andrea Renzi, Arturo Cirillo, la Compagnia Scimone e Sframeli. In una città come Mantova in cui non esiste una stabile e continuativa tradizione teatrale, il Cinema del Carbone ha ovviato a tale assenza chiedendo ai protagonisti della scena italiana di raccontarsi in serate intime e di confronto a tu per tu col pubblico. C'è chi si è raccontato, chi ha proposto alcuni pezzi dei propri lavoro, ma il punto forte di Dialoghi di Teatro Contemporaneo è l'intimità e il clima informale che fa sì che parlare di teatro sia anche parlare dell'uomo e dell'humanitas che ci accomuna tutti, ma sia soprattutto un incontro di persone. Per questo – l'ideatore e curatore della rassegna, Alberto Rigamonti – ha cercato di individuare giornalisti e critici teatrali che potessero avere alle spalle relazioni professionali e di stima reciproca con gli artisti di volta in volta ospitati, una necessità perché gli incontri al Cinema del Carbone si caratterizzino come un'occasione emotivamente carica di verità fra chi fa teatro e chi vi assiste o semplicemente è incuriosito da quel mondo sospeso fra finzione e verità che è il teatro.

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Si parte lunedì 25 febbraio con Tindaro da Tindari, conversazione spettacolo con Tindaro Granata, attore e autore teatrale in tour con Bisbetica domata di Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi in cui interpreta il ruolo di Caterina. Da Antropolaroid a Geppetto e Geppetto, fino all'ultimissimo Icaro e Dedalo, Tindaro Granata è attore di cuore e di pancia, ma è anche drammaturgo, un autore teatrale di raro temperamento poetico che sa trasfondere il reale sulla scena con parole ed emozioni di rara intensità e intelligenza. Tindaro Granata si racconterà a cuore aperto, con il temperamento emotivo che lo caratterizza come uomo e artista. Altro temperamento, altra costruzione teatrale saranno portate al Cinema del Carbone dal Teatro Sotterraneo che si terrà giovedì 4 aprile, nella serata da titolo Talk Show Sotterraneo, un vero e proprio microspettacolo performativo in cui i ragazzi di SotterraneoPremi Ubu per il miglior spettacolo con Overload – si racconteranno, sveleranno la loro colta e spiazzante officina creativa, un collettivo che rappresenta una delle novità linguistiche ed estetiche più interessanti del panorama scenico nazionale.

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Si torna al teatro d'attore con Maria e le altre di lunedì 6 maggio, incontro/conversazione con Maria Paiato, sicuramente l'attrice più talentosa del nostro teatro. Maria Paiato è attrice di pancia, è puro istinto teatrale, è stata diretta da importanti registi come Luca Ronconi, Mauro Bolognini, Giancarlo Sepe, Maurizio Scaparro, Antonio Calenda, Nanni Loy, Valerio Binasco. Al cinema è stata diretta, tra gli altri, da Francesca Archibugi (Lezioni di volo, 2007) e Marco Martani (Cemento armato, 2007). È stata poi interprete nel 2009 del ruolo di magistrato nel film della Comencini Lo spazio bianco. Maria ha poi interpretato Ida Marangon nel film di Luca Guadagnino Io sono l'amore, al fianco di Tilda Swinton ed ha recitato ne Il testimone invisibile (2018). Da Maria Zanella alla Maria di Stabat Mater di Antonio Tarantino, Paiato è un'attrice che sa essere in scena, sa essere potente e dolente, rabbiosa e dolcissima, poetica e ingiuriosa, un'attrice di razza come ce ne sono poche. A chiudere la rassegna sarà Lino Guanciale che il 29 maggio racconterà il so essere attore di teatro, prestato alla televisione, ma intimamente sempre e comunque attore di palcoscenico che quest'anno si è aggiudicato il Premio Anct e il Premio Ubu, grazie alla sua interpretazione del ruolo che fu di Gianmaria Volontè nello spettacolo, La classe operaia va in Paradiso, rilettura del film di Petri a cura di Claudio Longhi. Lino Guanciale ha lavorato nelle fiction le fiction Il segreto dell'acqua di Renato De Maria, le tre stagioni di Una grande famiglia (per la regia di Riccardo Milani e Riccardo Donna) ed è stato protagonista maschile di alcune serie di grande successo in onda sulle reti Rai: Che Dio ci aiuti 2 e 3, La dama velata, le due stagioni di Non dirlo al mio capo, L'Allieva e La porta rossa, può vantare a soli quarant'anni un lungo curriculum cinematografico che si apre nel 2008 interpretando Wolfgang Amadeus Mozart in Io, Don Giovanni di Carlos Saura, cui segue La prima linea di Renato De Maria. In seguito è nel cast, oltre che del citato Vallanzasca, dei film Il gioiellino di Andrea Molaioli, Il sesso aggiunto di Francesco Antonio Castaldo, Il mio domani di Marina Spada, To Rome with Love di Woody Allen, La scoperta dell'alba di Susanna Nicchiarelli. Nel 2012 è stato protagonista di Happy Days Motel di Francesca Staasch, coprotagonista de Il volto di un'altra di Pappi Corsicato e nel cast corale de L'estate sta finendo di Stefano Tummolini e di Maraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani. Nel 2017 è protagonista dei film I Peggiori di Vincenzo Alfieri e La casa di famiglia di Augusto Fornari, mentre nel 2018 è in sala con Arrivano i prof di Ivan Silvestrini. Ma rimane il teatro il suo specifico e di questo parlerà al Cinema del Carbone a fine maggio, nel segno di una contemporaneità che sa essere intelligentemente pop.

Ultima modifica il Martedì, 26 Febbraio 2019 12:07

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