lunedì, 27 maggio, 2019
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Lamezia Terme: Il Festival "FARE CRITICA" entra nel vivo di "Fare Critica". -di Mario Mattia Giorgetti

Turi Zinna in "Il Muro" regia Federico Magnano San Lio Turi Zinna in "Il Muro" regia Federico Magnano San Lio

Lamezia Terme
Il Festival entra nel vivo
di "Fare Critica"

La seconda giornata del Festival "Fare Critica", a Lamezia Terme, entra in profondità nel tema del "Fare Critica" con gli interventi di Roberto De Gaetano, docente della Università della Calabria, nonché direttore della rivista "Fata Morgana", che ci parla del significativo lavoro che svolge sulla propria rivista pubblicando addirittura un Annuario, oltre a insistere su un punto a lui caro: l'obiettivo del critico deve essere sempre: "Quale è il senso dell'opera cinematografica? Quale l'incidenza sul sociale? Quale il suo obiettivo?", mentre il critico-giornalista della trasmissione radiofonica di Rai Tre, Fahrenheit, Graziano Graziani, denuncia che le recensioni del critico "non hanno più valore per il pubblico di fronte all'accumulo d'informazioni che fanno da contorno ad un evento teatrale".
Ma l'evento che ci preme segnalare sono i cortometraggi che anticipano i dialoghi degli esperti e che dovrebbe essere dovere di ciascun spettatore, amante del cinema, conoscere.
Noi abbiamo ammirato in due filmati,"Voyage à trevers l'impossibile" e "Viaggio verso la luna", la genialità, ironica, profetica, di George Méliès: dove ci condurrà questo dissennato progresso? E i suoi filmati, dominati da un linguaggio solamente pantomimico, ci congiungono con il linguaggio del teatro.
La storia dei due filmati ci mostra l'entusiasmo che gli uomini dimostrano di fronte ai risultati tecnologici raggiunti nell'Era industriale: dal movimento longilineo di uno stantuffo al volano che gira, su cui si muoverà l'auto, il treno che, addirittura nella fantasia di Méliès, diventerà un treno volante che raggiungerà la bocca del sole, le cui persone a bordo poi fuggiranno per entrare in un frigo che le congelerà, per poi essere salvate dal fuoco. Insomma una vera satira di avvertimento. E così con il secondo filmato dell'uomo che vuole raggiungere la luna su un razzo catapultato nello spazio, e il conseguente precipitare del razzo in mare. Insomma, Georges Méliès non perde occasione per inviarci messaggi di attenzione ai pericoli che l'umanità sta correndo.
La giornata si conclude con lo spettacolo "Il Muro" della Compagnia Retablo, che ha sostituto lo spettacolo in programma "Formiche" a causa di un attore che si è infortunato tanto da non poter andare il scena.
"Il Muro" è un monologo, regia di Federico Magnano San Lio, recitato staticamente per 50 minuti davanti ad un microfono dall'attore-autore Turi Zinna, che gestisce lui stesso tutti gli effetti visivi e la distorsione dei suoni, che mostra una buona abilità nell'uso della voce, variando su diversi registri, il racconto drammatico di un barbiere, confuso come antifascista e punito dai gerarchi locali a bere olio di ricino, di cui vorrebbe liberarsi ma non riesce ad entrare nella propria abitazione per liberasi dell'intruglio nell'intestino, perché le autorità cittadine, per accogliere la visita del 1937 del Duce e nascondere la miseria imperante nella città di Catania, avevano innalzato scenografie ingannatrici ostruendo la sua entrata in casa, mentre su due pannelli laterali vengono proiettate immagini varie ma soprattuto simboliche accompagnate da un assordante suono monotematico di percussioni.
Uno spettacolo polisemantico, in cui i linguaggi della comunicazione, voce, immagini, musica, si incrociano, si impastano rendendo confusa la comprensione della narrazione, e fanno del palcoscenico un luogo di appuntamento per una performance ambiziosa e narcisistica che toglie al teatro la sua funzione di chiarire anziché confondere.
E gli applausi sono stati di cortesia.

Ultima modifica il Giovedì, 21 Febbraio 2019 12:18

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