lunedì, 27 maggio, 2019
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MONTE-CARLO 2019, IL FESTIVAL DELLE STAR - Chiusa la 43° edizione della più importante competizione circense del mondo. -di Francesco Mocellin

"Il Re dei leoni" Martin Lacey jr. "Il Re dei leoni" Martin Lacey jr.

MONTE-CARLO 2019, IL FESTIVAL DELLE STAR
Chiusa la 43° edizione della più importante competizione circense del mondo

Presentando il 43° "Festival "Festival International du Cirque de Monte-Carlo" su queste pagine avevamo definito il programma in cartellone "sontuoso". E così è stato.
Più ancora che in passato la manifestazione che costituisce il punto di riferimento per l'arte circense di ogni latitudine si è caratterizzata per la presenza di vere e proprie star e per la magnificenza quasi opulenta delle attrazioni invitate e ciò sia per l'altissima qualità tecnica delle performance che per la ricchezza delle coreografie e degli allestimenti.
Per contro, è stato anche un festival che non ha riservato grandi sorprese in tema di palmarès - soprattutto per i due "ori" assegnati, il che va letto positivamente perché le valutazioni della giuria hanno sostanzialmente coinciso con gli umori del pubblico e i pareri degli appassionati, circostanza che raramente si registra in una competizione legata a performance artistiche.
Detto che le presenze degli spettatori si sono confermate sui numeri altissimi delle recenti edizioni - quando si è reso necessario aggiungere altri spettacoli che riproducessero il programma del "galà de cloture" per soddisfare le numerose richieste di biglietti - non si può non sottolineare lo sforzo dell'organizzazione – sempre sotto la supervisione effettiva della Principessa Stephanie e la direzione artistica di Urs Pilz -– per garantire che il Festival resti un vero e proprio "best of" del panorama circense mondiale, con un occhio di riguardo alla tradizione ma sempre aperto ad ospitare le tendenze più innovative dei vari generi. Va, anzi, rilevato come questa kermesse rappresenti una sorta di guida che orienta gli stili di registi e coreografi. Basti pensare a quanto siano cambiate nel corso degli anni le presentazioni dei numeri provenienti dalla Cina che hanno progressivamente abbandonato le impostazioni fortemente tradizionali delle prime apparizioni negli anni '80 passando attraverso una fase in cui le coreografie apparivano troppo compiacenti verso i presunti gusti occidentali, con risultati non sempre felici, per arrivare al periodo attuale in cui assistiamo a forme espressive che sanno essere contemporanee ed universali senza smarrire le peculiarità tipiche della terra d'origine. Un ottimo esempio di questo sviluppo è rappresentato da uno dei due numeri inviati a Monte-Carlo dalla prestigiosa "Troupe acrobatica di Pechino" : una originale performance su tre pertiche in movimento dal titolo "Wave" ispirata ai temi del mare che ha conquistato uno degli argenti assegnati.

MC 02 Opening

Parlavamo di due "Clown d'Oro" nel palmarès. Il primo in assoluto è andato al superlativo addestratore inglese Martin Lacey jr. che ha bissato il successo del 2010 cui va aggiunto l'argento del 2000 quando era poco più che ventenne. Per lui anche un premio straordinario da parte della giuria, evento mai accaduto al Festival. Per questo fantastico trainer si sono sprecate le iperboli per definirlo quali : "l'uomo che sussurra ai leoni", "l'Elvis Presley dei domatori" fino al più banale "Il Re dei leoni" ma, in realtà, Martin Lacey jr. è un unicum che sfugge a qualsiasi definizione, rappresenta la perfetta sintesi delle qualità del moderno domatore, del mansuetario di romana memoria che sa coniugare il controllo sui suoi felini e l'intima complicità con gli stessi. La sua presentazione di un gruppo di ventitre leoni e tre tigri – tutti allevati da lui - non ha precedenti nella storia del festival e costituisce una vera sfida contro i tempi attuali in cui si parla di bandire l'addestramento degli animali dagli spettacoli. Il pubblico è andato letteralmente in delirio ad ogni sua esibizione.

MC19 01

L'altro "Clown d'Oro" è stato assegnato ad un artista di tutt'altra formazione, ovvero a Gia Eradze, regista, produttore ed addestratore di origine giorgiana che allo stato attuale dirige in Russia tre diverse produzioni del suo "Roayl Circus" facenti capo al Rosgoscirck, la compagnia statale. Questo singolare personaggio ha portato a Monte-Carlo una settantina di artisti – tra cui venticinque ballerini – oltre a diversi numeri veri e propri. Un autentico piacere per gli occhi la sua creazione "Hommage a Febergé" con sei grandi uova - riproduzioni di quelle originali del famoso gioielliere di San Pietroburgo - portate in pista che al loro interno hanno svelato sei coppie di danzatori che hanno dato vita ad una successione di "quick change" con ben nove cambi d'abito mai vista prima d'ora. Altrettanto imponente la sequenza di attrazioni facenti parte dell'altra creazione chiamata "White Bloc". Lo stile di Eradze è una sorta di melange di stravaganza e lusso infarcito da una dose di kitsch che non guasta ed ha lasciato una chiara impronta sull'edizione del festival. Il premio, in questo caso, è stato attribuito per l'ensemble dei numeri presentati tra i quali spiccavano anche una troupe di cavallerizzi "djighiti" tutta al femminile e la suggestiva alta scuola di Yuri Volodchenkov.

MC Donne djighiti

Di ottimo livello la clownerie presente alla competizione: un "bronzo" ciascuno è andato al noto comico portoghese Cesar Dias – sempre notevole la sua interpretazione di "My way" – e all'innovativo trio russo "Without socks" composto da tre giovani capaci di proporre delle "entrate" autenticamente originali.
Abbiamo apprezzato la messa in scena del quartetto russo "Quator Prilepin", protagonisti di una performance di equilibrismo acrobatico ispirato ai Beatles e il duo "The Owl and the Pussy Cat" con la loro intensa interpretazione di un sostenuto aereo sul tema muicale di Beth Hart "Caught up in the rain", pure destinatari di due bronzi.
Meno felice del solito l'intuizione del maestro russo Alexandre Grimailo che ha voluto ispirarsi alla Divina Commedia per l'allestimento del grande numero aereo della troupe Aliev proveniente dal Circo Nikulin che, comunque, ha conquistato un argento grazie alla sequenza di notevoli esercizi.
Tra i componenti della giuria, presieduta come sempre da Stephanie di Monaco, siedeva Elio Casartelli, direttore del "Circo Medrano" mentre nessun artista di casa nostra ha partecipato alla competizione quest'anno, neppure alla sezione riservata ai giovani talenti "New Generation" che aveva visto tre italiani sul podio nel 2018 e che domenica 3 febbraio ha segnato il trionfo del duo etiope Abdurahim e Abele.
Costellata di eventi collaterali quali un ricco simposio sui temi scottanti per la categoria, le assemblee dell'European Circus Association e della Federation Mondiale du Cirque, una mostra di opere di Paul Garrigue e un pomeriggio a porte aperte sull'addestramento degli animali, la 43° edizione del Festival può essere mandata in archivio come una delle più ricche di contenuti ed apprezzate dal pubblico. La kermesse del Principato ci permette di tornare alla realtà quotidiana carichi di ottimismo sul futuro dell'arte circense.

Francesco Mocellin

Ultima modifica il Lunedì, 18 Febbraio 2019 09:05

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