giovedì, 15 novembre, 2018
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21 GIUGNO - La "FESTA DELLA MUSICA" come segno politico di aggregazione e vita condivisa. -di Mario Mattia Giorgetti

La "Festa della Musica" come segno politico
di aggregazione e vita condivisa
di Mario Mattia Giorgetti

Il 21 giugno di quest'anno, dalla sera al mattino, la musica di qualsiasi genere sia, invaderà i luoghi più impensati del nostro territorio: quartieri periferici, piazze, strade, carceri, musei, treni, e chi più ne ha più ne metta. Più di 9000 musicisti sono chiamati a fare musica per conto della "Festa della Musica", voluta da Ministero dei Beni Culturali, ora presieduto dal nuovo ministro Alberto Bonisoli, dalla Siae, e coordinata dall'Associazione per la promozione della Festa della Musica.
Che la musica sia un collante per sentirci vivi, utile allo stare insieme, a promuovere amicizia, vita è noto fin dai tempi in cui l'uomo ha cominciato a cogliere nel suono di libere note un elemento di comunicazione, di aggregazione intorno ad esso.
Ora, questo gesto di riconoscimento e di sostegno di chi è al potere va valutato anche come evento politico a cui dare significato: impossessarsi di uno strumento quale è la musica e far sì che i luoghi tenuti in silenzio, ignorati, tornino ad essere animati dai suoni della musica. La musica quindi può essere vettore di aggregazione di qualsiasi origine sia chi l'ascolta, italiano o straniero, ed essere un elemento di vita insieme nel segno della pace. Le intenzioni, da un punto di vista politico, sono eccellenti, di apertura verso gli altri, verso una vita condivisa. Perché nel prossimo avvenire non "miscelare" la musica con la poesia tutta, con la prosa e portare al pubblico tutto eventi più articolati là dove ora si porta la musica? Così potremmo dare il via ad un progetto d'integrazione collettiva a cui, inutile negarlo, siamo destinati per l'evolversi di un mondo globale. Di tutti.


Inno alla gioia con la Festa della Musica.

Tor Bella Monaca, estrema periferia di Roma, si suona il jazz nei locali dalla Booklet Le Torri, la prima libreria aperta in un quartiere dove la cultura difficilmente trova casa. A Fiesole, nel teatro romano, il genio di Enzo Bosso dirige l'orchestra giovanile che suona la quinta sinfonia di Beethoven. Poi ci sono gli appuntamenti nelle carceri, 23 istituti sparsi in tutta Italia, i concerti nelle piazze, nei musei, negli ospedali, sui treni, negli aeroporti, persino in volo sugli aerei di linea.
Torna il 21 giugno la Festa della Musica, quest'anno dedicata all'Inno alla gioia e si annuncia più che mai come festa di popolo, di periferie, di giovani, con 9 mila musicisti impegnati in 608 città d'Italia. Una festa di "tutta la musica", sottolinea il ministro della cultura Bonisoli, "ci dimostra che fare sistema in Italia è vincente". Ad incalzare il ministro, alla sua prima volta come padrone di casa al Collegio Romano, c'è il sorriso gentile del grande Ezio Bosso, che cita Claudio Abbado e ricorda che la musica è valore, "ci salva la vita". Poi richiama l'articolo 9 della Costituzione e sembra ammonire: "Siamo gli unici ad avere questo articolo meraviglioso che mette insieme il paesaggio e il suono delle persone", ricorda che l'inno alla gioia di Beethoven è in realtà "un inno alla gioia dell'amicizia e della condivisione", strizza l'occhio al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, arrivato per presentare la festa dei giovani che si apre il 16 giugno nel capoluogo siciliano insieme con Manifesta, la biennale nomade ("A Palermo la diversità non è un ostacolo al dialogo - dice - Se non si fosse capito, noi a Palermo siamo dalla parte dei migranti"). Il pubblico di casa, fitto fitto di operatori del settore, lo ringrazia con una fragorosa standing ovation. Bonisoli sorride, incassa, sembra apprezzare. Sui migranti, chiarirà dopo con i cronisti, "non è vero che il governo ha due volti, Salvini ha chiarito".
Tant'è, gli organizzatori ricordano le decine e decine di occasioni che aprono la festa - che tra i suoi sponsor ha la Siae-  dai giovani artisti liguri che a Genova si esibiscono nella casa dei cantautori ancora in fase di allestimento, all'astronomo Gianluca Masi che a Roma, nelle aule del Liceo Mamiani, parlerà di musica "dalle stelle". In Piemonte, nel Parco reale della Certosa di Collegno, c'è la Banda Osiris con un live di ortaggi "suonati e ascoltati". In Calabria tanta musica a bordo di due treni. A Grosseto parte "l'edicola acustica", un'edicola di giornali che ogni sabato mette elettricità e microfoni a disposizione dei musicisti offrendo anche una diretta Facebook. E ancora il jazz di Giampaolo Casati che in accordo con Volotea si esibirà per i passeggeri del volo Genova-Palermo. Gli aeroporti dell'Enac, da Malpensa a Trapani che ospiteranno concerti, note per tutti persino in 250 punti vendita Carrefour, negli istituti dell'Italia all'estero, nei punti luce di Save The Children, in 44 luoghi della cultura pubblica gestiti dal Mibact. Ad Ascoli Piceno andrà in scena un omaggio ad Abreu "che ha fatto tanto per la musica nelle periferie", a Roma sul Tevere un battello si trasformerà in palco per festeggiare gli 80 anni di Edoardo Vianello.
Tanti artisti diversi e tanta musica diversa, ma tutti - avvertono gli organizzatori - alle 21 si fermeranno per suonare a modo loro l'Inno alla gioia. "Questo è solo l'inizio - commenta Bonisoli - possiamo fare di più, possiamo arrivare in più periferie, ma la direzione è quella giusta. Dopodiché certo, viviamo nel mondo reale, c'è la questione delle risorse, ma è vero anche che la cultura è troppo importante perché possa essere gestita solo dal punto di vista economico. C'è il tema dell'accesso per tutti, piuttosto, che per me è di fondamentale importanza".

Ultima modifica il Sabato, 16 Giugno 2018 21:21

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