lunedì, 27 maggio, 2019
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ARTISTI SCOMPARSI MA SEMPRE VIVI - IL LORO NOME SUI TEATRI DI PROSA E LIRICI .-di Ettore Zocaro

Giuseppe Verdi Giuseppe Verdi

ARTISTI SCOMPARSI MA SEMPRE VIVI
IL LORO NOME SUI TEATRI DI PROSA E LIRICI
di Ettore Zocaro

Forse quasi nessuno finora ha pensato a redarre una mappa pressoché completa dei nostri teatri di prosa e lirici dedicati ad artisti scomparsi. Tanti gli attori, registi, commediografi, musicisti, cantanti lirici, direttori d'orchestra, architetti, scenografi ai quali sono titolate importanti strutture teatrali e musicali del nostro Paese. Una mappa del genere vuol raccontare come certi protagonisti sono rimasti saldamente presenti nel cuore del pubblico. La panoramica che qui percorriamo attraversa dunque l'intera Penisola, dal nord al sud, ricca di teatri storici e moderni i cui nomi primari sono stati integrati da quelli di illustri celebrità. Una sorta di intreccio in cui si incontrano personalità che hanno dato un valoroso contributo alla nostra scena. Si tratta nella maggior parte dei casi di un rapporto stretto destinato a perdurare nel tempo. Indubbiamente lo stesso fenomeno si registra, seppur non con la medesima entità, in altri paesi esteri dotati di molti teatri e sale da concerto. Diversi dei nomi a cui ci riferiamo sono il frutto dell'antico teatro italiano da secoli assai prosperoso nel numero di valenti artisti. La carrellata si apre con i teatri intitolati a "Giuseppe Giacosa" ad Aosta e ad Ivrea, uno dei nostri maggiori commediografi, peraltro librettista pucciniano. Quindi prosegue con il "Giovanni Verga" a Catania, in onore al padre del verismo letterario.

Ritratto di Alessandro Manzoni by Francesco Hayez

I nomi in assoluto dominanti sono quelli di Giuseppe Verdi e Alessandro Manzoni, entrambi presenti in tante città: Verdi a Trieste, Firenze, Pisa, Padova, Salerno, Pordenone, Cesena, Santa Croce sull'Arno (Pisa), Manzoni a Milano, Roma, Monza, Busto Arsizio, Pistoia, Bologna, Cassino. Dopo il Cigno di Busseto, altri sommi musicisti. A Bergamo il "Gaetano Donizetti", a Pesaro il "Gioachino Rossini" (sede del prestigioso Festival rossiniano-ROF), a Lugo, in provincia di Ravenna, il "Rossini", uno dei teatri più attenti alla tradizione, a Macerata il "Lauro Rossi", sede di opere liriche, a Jesi il "Giovanni Battista Pergolesi", a Maiolati, sempre nelle Marche e luogo natale del compositore il "Gaspare Spontini", a Napoli il "Saverio Mercadante", palcoscenico pubblico della città, a Reggio Calabria ed anche a Napoli il "Francesco Cilea", a Catania e ancora a Napoli, il "Vincenzo Bellini", a Cremona l'"Amilcare Ponchielli", a Jesolo, in provincia di Venezia, l'"Antonio Vivaldi", a Rovereto (Trento) il "Riccardo Zandonai", a Cosenza l'"Alfonso Rendano", a Potenza il "Francesco Stabile", a Bari il "Niccolò Piccinni", a Cuneo l'"Enrico Toselli', a Legnago, in Veneto, l'"Antonio Salieri", in ricordo del rivale di Mozart, a Barletta il "Giuseppe Curci". Ancora lungo l'elenco dei compositori che fregiano le nostre sale: a Chiusi e a Livorno, quest'ultima città natale dell'autore di "Cavalleria Rusticana" il "Pietro Mascagni", a Foggia l'"Umberto Giordano", a Tolentino, il "Nicola Vaccaj", compositore marchigiano appartenente alla scuola Napoletana, a Firenze il "Giacomo Puccini", ed inoltre ancora un teatro, questa volta all'aperto, dedicato a Puccini a Torre del Lago dove si svolge l'annuale festival internazionale con opere del compositore lucchese.

Goffredo Petrassi

Di questo passo, ad Orvieto il "Mancinelli" e a Pescia, in Toscana, il "Giovanni Pacini", in ricordo del compositore catanese. Si aggiungano le due sale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica di Roma: la prima in memoria di "Goffredo Petrassi", emerito compositore del Novecento; la seconda titolata al direttore d'orchestra "Giuseppe Sinopoli". Roma annovera anche la sala "Alfredo Casella" della Filarmonica Romana, in memoria dell'insigne compositore e pianista del primo Novecento. Su e giù per l'Italia si incontrano pure teatri dedicati alle ugole d' oro: il "Giuditta Pasta" di Saronno (Varese), l' "Ebe Stignani" di Imola, il "Fraschini" di Pavia, titolato al tenore pavese e originariamente costruito a forma di cavallo (1773), l'"Alessandro Bonci" di Cesena, il "Galliano Masini" di Faenza, il "Maria Malibran" di Venezia, il "Mario Del Monaco" di Treviso, il "Tito Schipa" di Gallipoli, il "Giuseppe Di Stefano" di Trapani. E per ultimo, nato nel 2007, il "Luciano Pavarotti" di Modena. Per la letteratura e la prosa tanti gli incontri a teatro: Plauto è all'Auditorio di Sarzana nelle Marche sede di un festival annuale di sue opere, "Vittorio Alfieri" a Torino, "Dante Alighieri" a Ravenna, "Carlo Goldoni" a Venezia, "Luigi Pirandello" ad Agrigento, "Gabriele d'Annunzio" a Pescara e a Latina, "Pietro Metastasio" a Prato, per ricordare solo alcuni degli autori più celebri.

02 Eleonora Duse

Tanti i teatri che evocano primi attori rimasti scolpiti nella memoria popolare. Primi di tutti, Gaetano Modena a Palmanova e Genova, la Divina Eleonora Duse omaggiata anch'ella a Genova, Bologna, Roma e Bari, il mattatore Ermete Novelli ricordato a Rimini, il grande Ernesto Rossi, a Pisa, la magnifica Adelaide Ristori, a Verona e Cividale del Friuli, Alessandro Moissi, interprete di produzioni internazionali, a Trieste, lo straordinario comico Angelo Musco, a Catania, Vanda Capodaglio, prima attrice italiana a recitare Bertolt Brecht, a Castelfranco di sopra, vicino ad Arezzo, Eduardo De Filippo, a Cecina, in Toscana. E ancora al Mattatore dei nostri giorni Vittorio Gassman, due teatri a lui titolati, a Roma, il Quirino e a Borgio Verezzi in Liguria, al superbo Romolo Valli, primo attore della Compagnia dei Giovani, il Comunale di Reggio Emilia, a Salvo Randone, l'interprete pirandelliano per eccellenza, a suo nome un teatro di Siracusa.

gilberto govi

In campo dialettale spiccano il "Gilberto Govi" a Genova, in ricordo dell'applaudito interprete ligure, e l'"Ettore Petrolini" a Roma. Da non dimenticare pure l'"Alfredo Testoni" a Bologna e a Casalecchio di Reno dove viene onorato il popolare autore de "Il Cardinale Lambertini", best-seller del repertorio italiano. Forlì, a sua volta, con il "Diego Fabbri", si rivolge affettuosamente al suo figlio, autore di "Processo a Gesù". Drammaturgo dello stesso periodo di Fabbri, Luigi Candoni a cui Tolmezzo, in Friuli Venezia Giulia, ha titolato il teatro locale. Camerino, nelle Marche, non poteva non consacrare con una sala Ugo Betti, autore di "Corruzione al Palazzo di Giustizia". In Sicilia, oltre a Verga e Pirandello, Vitaliano Brancati, autore de "La Governante", scolpito nella memoria a Catania e a Caltagirone, e, Nino Martoglio, lo scopritore di Pirandello, naturalmente omaggiato ad Agrigento. Le due città centrali dell'attività teatrale italiana sono considerate tradizionalmente Milano e Roma.

Strehler-13223

Nella città lombarda emerge il "Giorgio Strehler", edificato alcuni anni fa dopo la morte del celebre regista, struttura affiancata dalle sale-guida de "Il Piccolo": la "Sala Paolo Grassi", mitico promotore culturale del teatro del secondo dopoguerra e la "Sala Mariangela Melato" intitolata alla grande attrice milanese, indimenticabile interprete de "El nost Milan", recentemente scomparsa. Milano vanta inoltre il Franco Parenti, ex teatro di Porta Romana, attore protagonista delle commedie di Giovanni Testori. Non da meno Roma che annovera l'"Ennio Flaiano", dove lo scrittore e commediografo abruzzese debuttò con "La guerra spiegata ai poveri", il "Piccolo Eliseo– Giuseppe Patroni Griffi", in memoria del valente regista e commediografo partenopeo, il "Gioacchino Belli" che tramanda il ricordo dell'eccelso scrittore romano, il "Parioli–Peppino De Filippo", diretto dal figlio Luigi, il "Teatro Due–Aldo Nicolaj" in via Tomacelli, il "Nino Manfredi" in ricordo del personalissimo artista ciociaro, l"Ambra-Jovinelli" che rimanda alla memoria di uno dei maggiori impresari del primo novecento. Nei pressi della Capitale, nel viterbese, a Montalto di Castro, il "Lea Padovani", la non dimenticata attrice di Macario ammirata da Orson Welles.

giancarlo-menotti

In Umbria, Spoleto, rimasta famosa nel mondo per il "Festival dei due Mondi", contempla due teatri: il "Caio Melisso", nome di un commediografo e bibliotecario locale, e il magnifico "Nuovo", creazione opera del geniale architetto Ireneo Aleandri intitolato al compositore musicale Giancarlo Menotti. Per perpetuare le glorie della danza, Civitanova Marche ha titolato un suo sito artistico ad Enrico Cecchetti, geniale creatore della coreografia moderna, Novi Ligure in Piemonte ha fatto egualmente per Cesare Marenco, creatore dello storico Ballo Excelsior. Infine, riandando in ordine sparso alle origini del nostro teatro, il "Poliziano" di Montepulciano (1796), in onore del poeta e drammaturgo del '400, sede da molti anni del Cantiere Internazionale d'Arte fondato dal compositore tedesco Hans Werner Henze, il "Luigi Rasi" di Ravenna, in ricordo dell'attore e drammaturgo ravennate e attualmente sede del Teatro delle Albe, e l'"Accademico del Bibiena" di Mantova, una delle formulazioni architettoniche più significative del tardo settecento europeo (1769), opera dell'architetto Bibiena.


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ETTORE ZOCARO

La passione per il teatro, l'arte, la letteratura, la danza, la musica non erano un lavoro per Ettore Zocaro, ma la sua vita. Firma storica delle pagine della cultura e dello spettacolo dell'Ansa, e di Sipario, giornalista appassionato, che credeva in quello che faceva, è scomparso nel 2015.

Ultima modifica il Lunedì, 19 Marzo 2018 10:06

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