martedì, 17 luglio, 2018
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IL CIRCO FESTEGGIA I SUOI 250 ANNI A MONTE-CARLO - Tra poco al via il 42° Festival nel Principato

42° Festival del Circo nel Principato 42° Festival del Circo nel Principato

IL CIRCO FESTEGGIA I SUOI 250 ANNI A MONTE-CARLO
Tra poco al via il 42° Festival nel Principato

Il 2018 sarà un anno carico di significati per il circo europeo. La nascita di questo spettacolo nella sua forma moderna, infatti, viene fatta risalire al 1768 grazie all'iniziativa dell'inglese Philip Astley che dopo aver preso parte alla "Guerra dei Sette Anni" nell'alleanza con Federico II decise di lasciare l'esercito col grado di sergente maggiore con la prospettiva di maggiori introiti grazie all'arte equestre in cui era un provetto cavallerizzo. Unitosi in matrimonio con la figlia di un volteggiatore ingaggiò poi altre due cavallerizze così da formare una vera e propria piccola ma efficientissima compagnia equestre. L'ex sergente maggiore dei Dragoni dimostrò di conoscere bene le leggi del marketing percorrendo i quartieri di Londra per annunciare le sue rappresentazioni e facendosi seguire dai curiosi e dagli interessati futuri clienti che guidava verso il luogo delle performance con la sua spada sguainata che indicava la direzione. Il luogo divenuto leggendario ove le gesta di Philip Astley hanno preso le mosse nel 1768 è solo un terreno dismesso, l'Halfpenny Hatch, sulla riva Sud del Tamigi, non lontano dall'attuale stazione di Waterloo: è qui che, su una pista di tredici metri di diametro vengono impartite lezioni di alta scuola di equitazione e, in alternanza, rappresentati spettacoli, da principio ancora open air e successivamente all'interno di un anfiteatro ligneo. Da quel momento la storia del circo così come lo conosciamo oggi inizia la sua corsa portandoci ai tempi attuali quando le arti circensi ballano sempre in quella "zona grigia" collocata tra tradizione ingessata e contemporaneità di maniera, tra agiografia e forte radicamento nell'immaginario popolare. Nel mezzo troviamo tutte le facce di un mondo tutt'ora vitalissimo.
Le celebrazioni per i 250 anni inizieranno con la stagione dei festival, naturalmente. Aprirà quello di Budapest che si tiene con cadenza biennale e che dall'8 al 14 gennaio celebrerà la sua dodicesima edizione. Ma sarà soprattutto il "Festival International du Cirque de Monte-Carlo" che richiamerà le attenzioni di addetti ai lavori ed appassionati grazie al suo inimitabile appeal.
La Principessa Stephanie, presidente effettiva della manifestazione e della giuria tecnica che assegna i premi principali, ha voluto invitare lo straordinario "pas de deux équestre" dell'ungherese Jozsef Richter e della tedesca Merrylu Casselly. Saranno probabilmente loro a contendersi uno dei "Clown d'Oro" con la grande Troupe Acrobatica di Pechino che invierà due ensemble: uno di saltatori alla "barra russa" ed un altro di equilibristi. Risulta sempre difficoltoso per gli artisti di scuola occidentale competere con le compagnie orientali che possono disporre di un materiale umano quantitativamente non paragonabile oltrechè operare con modalità organizzative ben diverse da quelle delle imprese europee.
L'Italia sarà rappresentata al festival maggiore da dai fratelli Sali che presenteranno i loro giochi di abilità con le "bolas" argentine, specialità che li ha portati a farsi conoscere in molti varietà in Germania e Francia. La sezione "New Generation" ospiterà, invece, le evoluzione aeree di Vioris Zoppis e l'equilibrio "mano a mano" dei fratelli Caveagna, entrambi formatisi all'Accademia d'Arte Circense di Verona.
Le celebrazioni per i 250 anni del circo moderno stridono con quanto accaduto nel 2017 in Italia dove il Parlamento ha approvato il "Codice dello Spettacolo" con poche modifiche rispetto alla versione originaria del "DdL Franceschini". In questo apparato normativo al circo nel suo complesso sono state riservate un paio di righe in tutto con la sola menzione del "superamento" dell'impiego degli animali negli spettacoli. Crediamo che l'intero settore – che, tra l'altro, continua a conquistare successi e vittorie in terra straniera – meriti ben altra attenzione da parte delle Istituzioni.

Francesco Mocellin

Ultima modifica il Giovedì, 28 Dicembre 2017 07:40

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