lunedì, 24 settembre, 2018
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Ubu40: il teatro in equilibrio fra tradizione e innovazione di Nicola Arrigoni

"Macbettu di Alessandro Serra" il miglior spettacolo della stagione 2016/2017 "Macbettu di Alessandro Serra" il miglior spettacolo della stagione 2016/2017

Quarant'anni di Premi Ubu e un'eredità impegnativa a cui tener fede: riconoscere il teatro di oggi, quello capace di raccontare la contemporaneità, se non di indicare nuove estetiche possibili. Tante le novità dell'edizione del quarantennale, ma anche tante le conferme, quasi una necessità di mantenersi ancorati a una storia e a un prestigio, legati allo sguardo onnivoro e acuto di Franco Quadri. Così le novità dell'edizione del quarantennale sono da individuarsi soprattutto nell'articolazione delle 'nuove' (o vecchie, a seconda dei punti di vista) categorie: da quella dedicata alla curatela, all'Ubu alla carriera, dal miglior spettacolo di danza, alla scissione dell'Ubu ai giovani talenti under 35 fra attore e attrice. Fra le novità anche l'aumento dei referendari: 66 in tutto che hanno partecipato a individuare – fra 700 spettacoli prodotti nella stagione passata – le punte di diamante del sistema teatro Italia, un sistema che – a giudicare dai nomi riconosciuti come eccellenti – non può che ripetersi, in una sorta di ridondante conferma, ma anche di una non facilissima capacità di rinnovamento.
Se l'anno scorso la premiazione fu affidata esclusivamente all'etere, quest'anno si è voluto coniugare la felice intuizione di trasmettere in diretta radio a Piazza Verdi su RaiRadio3 la cerimonia di consegna degli Ubu, riportandola al Piccolo Teatro, al Piccolo Teatro Studio – Spazio Melato, nel segno di una riconquistata partecipazione al rito degli Ubu del mondo della scena. Peccato che proprio nei giorni in cui si è deciso di assegnare l'oscar del teatro italiano, il premio più importante del Bel paese scenico, a Roma si tenesse il Premio Teatro Europa, all'interno del quale l'Associazione Nazionale Critici di Teatro ha assegnato i suoi riconoscimenti Ma non si poteva evitare questa coincidenza? – viene da chiedersi. E se una risposta all'interrogativo della contemporaneità delle due manifestazioni si può tentare, diverso è farsi una ragione della 'riproducibilità dei premi' nel teatro contemporaneo: quante coincidenze con i premi Anct. La chiave di lettura può essere duplice: o la presenza dei medesimi spettacoli o artisti premiati in ambiti differenti è conferma della qualità dei lavoro o si è proceduto per esclusione. Una riflessione e un confronto che meriterebbe un approfondimento. Forse.
La diretta radiofonica di Piazza Verdi a cura di Elio Sabella ha avuto come conduttori Oliviero Ponte di Pino, affiancato da Licia Lanera, mentre gli stacchi musicali erano affidati all'ensemble: The Jazz Lag (Hot Swing band & orchestra). Il pomeriggio di premiazioni ha avuto la regia dell'Associazione Franco Quadri e del suo direttivo con alla ribalta Jacopo Quadri, Cristina Ventrucci, Luigi De Angelis, mentre coordinamento delle votazioni è stato affidato a Leonardo Mello, la segreteria e l'organizzazione ad Alessandra Farneti, la comunicazione web ad Ilenia Carrone e Lorenzo Quadri, la redazione database degli spettacoli su cui si è basata la votazione dei 66 referendari è stata curata da Il tamburo di Kattrin, mentre la sua creazione porta la firma di Oliviero Ponte di Pino di ateatro.org. L'edizione 40 dei Premi Ubu si è mossa con delicato equilibrio fra tradizione e innovazione, fra la ribadita necessità di pensare il teatro come atto politico, oltre che estetico e con la voglia di costruire una cultura teatrale sempre più partecipata, a partire proprio dai gruppi di ascolto e dall'urgenza di diffondere online e in diretta ogni respiro di Ubu40.

collettivo-cinetico

Come leggere i vincitori del quarantennale, se non attraverso un delicato equilibrio tra innovazione e tradizione. E allora il miglior spettacolo della stagione 2016/2017 è risultato essere Macbettu di Alessandro Serra che «crea una cupa connessione tra il Macbeth di William Shakespeare e i carnevali della Barbagia», un lavoro potente che sfida la grande tradizione shakespeariana portandola nel terreno antropologico dei carnevali sardi, in una commistione di stili e suggestioni antica. Miglior spettacolo di danza è risultato essere Sylphidarium di CollettivO CineticO di Francesca Pennini un lavoro performativo forte, potente, un'allegra dimostrazione dell'effimero che ci tiranneggia. Lo sguardo internazionale degli Ubu ha rivelato quest'anno un'attenzione verso il lavoro di Milo Rau, che ha vinto il premio al Miglior spettacolo straniero rappresentato in Italia per Five Easy Pieces. L'Ubu alla carriera è andato al drammaturgo Antonio Tarantino, lungamente applaudito dalla platea del Piccolo Teatro Studio, che ha ricordato la lunga amicizia con Franco Quadri che pur con i suoi tempi non fulminei – ha chiosato – seppe riconoscere il valore dei suoi testi, a cominciare da Stabat Mater. E sempre in tema di drammaturgia, l'Ubu per il miglior testo italiano è andato a Armando Pirozzi con Un quaderno per l'inverno, messo in scena da Massimiliano Civica, Ubu per la miglior regia ex aequo con Massimo Popolizio per I ragazzi di vita. Ed in questo ex aequo sta un po' la natura gattopardesca di questo Ubu 40 che se pure non nuovo a premiare Massimiliano Civica, certo nell'individuare nei Ragazzi di vita di Popolizio dichiara la necessità di ribadire confini e stilemi entro cui confermare estetiche e poetiche, oltre che politiche consolidate. In questo il videomessaggio di Popolizio al lavoro a Cascina racconta di una vocazione sulla via di Damasco dell'attore mattatore alla regia, ma nella commossa partecipazione di Massimiliano Civica si intuisce il senso sacrale, l'assoluto rigore e la voglia di fare del teatro relazione d'anime, una tensione che muove con claustrale dedizione il regista di Un quaderno per l'inverno e che ben rappresenta la natura vera dei premi inventati da Franco Quadri, critico affamato di un teatri carico di verità. In questa esigenza di guardare alla tradizione – quasi per non perdersi di vista e cercare di tenere fede al proprio essere nel pullulare di premi e premietti - si deve leggere un altro riconoscimento importante, l'Ubu alla migliore attrice che va a Giulia Lazzarini, interprete di Emilia di Claudio Tolcachir cui è andato il premio per il 'Miglior testo straniero rappresentato in Italia. A ritirare le coppe Ubu per miglior regia, migliore attrice e miglior testo straniero rappresentato in Italia è stato Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma. A conquistare l'Ubu quale migliore attore è stato Roberto Latini con Cantico dei Cantici. L'attore è al suo secondo Ubu – dopo quello ottenuto per il discusso Arlecchino latelliano -, ma in quest'edizione 2017 a essere premiata è l'estetica di Latini, se si affianca all'Ubu quale migliore attore quello consegnato a Gianluca Misiti per il migliore progetto sonoro nel Cantico dei Cantici. In questo senso i referendari dell'Ubu hanno voluto consacrare l'opera di Latini nella sua complessità non solo attoriale, ma anche musicale, ritmica, semantica. E non è cosa da poco. Il Miglior allestimento scenico, categoria che abbraccia anche l'ambito dell'ideazione luci, è andato al light designer Gianni Staropoli per Il cielo non è un fondale.

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Nel segno di un teatro che irrompe nella realtà, la trasforma, la migliora – o almeno ci tenta – si pone il nuovo Ubu per la migliore curatela progettuale che è andato al corale Inferno. Chiamata Pubblica per la Divina Commedia di Dante Alighieri di Marco Martinelli e Ermanna Montanari che ha visto il Teatro delle Albe impiantare a Ravenna un cantiere dantesco fuori e dentro il teatro con il coinvolgimento di circa settecento cittadini. Pari merito agli Ubu 2017 anche il riconoscimento per la 'Migliore attrice o performer under 35' che è stato attribuito a Serena Balivo e Claudia Marsicano; mentre, nella categoria maschile, si è distinto Christian La Rosa, visto nel Pinocchio di Antonio Latella che ha voluto rendere omaggio all'impegno dell'attore come portatore di verità leggendo la lettera che Giorgio Strehler scrisse a Giulia Lazzarini prima del debutto della Tempesta di Shakespeare. Ed è ancora la tradizione a irrompere negli Ubu40, un'esigenza di riferimenti e di insegnamenti che si fa cocente nel momento in cui si perdono le coordinate o lo scenario in cui si agisce si fa incerto. Anche in questo i Premi Ubu sanno registrare la temperatura del teatro. Così come il premio Franco Quadri è andato a un ricercatore onnivoro di verità nascoste dietro i fantasmi labili eppure così reali del cinema come Enrico Ghezzi. A completare la rosa i Premi Speciali Ubu 2017 sono andati all'attività editoriale AkropolisLibri di Teatro Akropolis «per la pregevole opera di storicizzazione del presente nel presente in nutriti volumi annuali che documentano l'attività svolta nel corso del festival Testimonianze ricerca azioni», si legge nelle motivazioni; a C.Re.Sco., coordinamento delle realtà della scena contemporanea – per la sua funzione di osservatorio critico sulle politiche teatrali del nostro Paese e a .Fabulamundi. Playwriting Europe per il pluriennale contributo di accompagnamento e conoscenza della drammaturgia italiana in Europa e di quella straniera in Italia.

Pinocchio  UBU

Ubu40 ha documentato – ancora una volta e per la quarantesima edizione – la forza di leggere e fotografare lo stato dell'arte scenica italiana, uno stato di multiforme vivacità, diviso fra il ricorso agli antichi stilemi, alla tradizione di un teatro di parola e d'attore che resiste alle mode e alle tecnologia da un lato e dall'altro dall'impellenza di leggere il nuovo, la caotica vivacità comunicativa del nostro presente affidandosi al linguaggio non mediato di un teatro in cerca di un suo 'nuovo e antico ruolo' quello di coniugare poetica e politica nel segno di un rinnovato umanesimo. E anche in questo – a 25 anni dalla sua morte – Giorgio Strehler e il suo teatro sembrano riecheggiare nel premio a Giulia Lazzarini e nella continuità d'impegno attoriale sottolineata da Christian La Rosa nel ricevere l'Ubu in qualità di interprete di Pinocchio quel Pinocchio che è verità sfuggente e che impara a mentire nel momento in cui gli viene insegnata la lingua. E allora che il teatro sia con coraggio la langue del nostro bisogno di verità.

Ultima modifica il Martedì, 19 Dicembre 2017 21:11

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