mercoledì, 22 novembre, 2017
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Teatro della Brigata, Livorno - "La visita della vecchia signora" di Durrenmatt

Le allieve e gli allievi del Teatro della Brigata in "La visita della vecchia signora" Le allieve e gli allievi del Teatro della Brigata in "La visita della vecchia signora"

Al Teatro della Brigata, a Livorno, è andato in scena lo spettacolo del II anno che ha visto le allieve e gli allievi cimentarsi ne "La visita della vecchia signora" di Durrenmatt attraverso l'uso delle mezze maschere. L'uso delle stesse ha una precisa funzione teatro-pedagogica poiché implica che gli attori pongano maggiore attenzione alla presenza scenica, alla percezione spaziale del proprio corpo e della scena stessa, all'uso tonale della voce.
L'opera evidenzia elementi illuminanti di profonda attualità: tutto lo spettacolo è infatti ambientato in una cittadina, Güllen, "letamaio" in svizzero-tedesco, che risente di una profonda crisi occupazionale, i cui abitanti sopravvivono solamente attraverso i sussidi di disoccupazione; la crisi del lavoro però è accompagnata da una profonda ipocrisia che serpeggia tra tutti i cittadini pronti a farsi comprare dalla proposta di Claire Zachanassian, bollata in giovinezza come prostituta e decisa a vendicarsi di una città e di un amore, (Alfredo Ill), che gli ha voltato le spalle; la giustizia richiamata dalla stessa signora però è in realtà una vendetta covata da anni e architettata astutamente, infatti non si vuole punire Ill Alfredo, ma si vuole che venga ucciso, si spinge a che venga tradito da quella stessa città che aveva cacciato Claire; neppure però chi verrà sacrificato alla fine per ripianare i debiti della città e dei cittadini e soddisfare i desideri di questa prodigiosa Medea è però senza colpa avendo permesso che la reputazione e la vita della Zachanassian rimanessero per sempre deturpate così come il suo corpo mutilato.
Un'opera, questa, che denuncia fortemente il potere del denaro come mezzo di corruzione, a cui neppure la giustizia sembra esserne esente, difatti corrotta perché amministrata da uomini, deboli e corruttibili per natura.
Lo spettatore con l'avanzare dell'opera viene sempre più coinvolto dalle ragioni di Claire e seppure lo stesso disprezza la debolezza dei cittadini, incapaci in un primo momento anche di sostenere le proprie ragioni nascoste, tant'è che vestiranno il proprio sostegno come se fosse una manifestazione di giustizia per Claire, pedine nelle mani della multimiliardaria, di lei ne apprezza il riscatto sociale, "Ho sempre potuto viaggiare perché il mondo è mio" dice la Zachanassian e la pericolosa freddezza e il calcolo matematico di ogni sua mossa "Con il denaro si può comprare tutto" dirà poi, purtroppo però tutto ciò che ella conduce sulla scena è indirizzato alla distruzione di ciò che le ricorda il suo passato, Güllen e Ill, in un gioco perverso in cui anche gli innocenti diventano colpevoli.

Matteo Taccola

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Luglio 2017 08:23

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