mercoledì, 22 novembre, 2017
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L'Arena Shakespeare... un sogno che è diventato realtà Nuovo spazio teatrale realizzato dalla Fondazione Teatro Due di Parma. -di Nicola Arrigoni

"Sogno di una notte di mezza estate", regia Walter Le Moli. Foto Ricci "Sogno di una notte di mezza estate", regia Walter Le Moli. Foto Ricci

L'Arena Shakespeare... un sogno che è diventato realtà
Nuovo spazio teatrale realizzato dalla Fondazione Teatro Due di Parma
di Nicola Arrigoni

Un sogno che si realizza, una festa per la città di Parma. Dire del Sogno di una notte di mezza estate messo in scena da Fondazione Teatro Due con la regia di Walter Le Moli, con vecchi e giovani attori dell'ex collettivo e il coinvolgimento dell'Orchestra Arturo Toscanini vuol dire raccontare di una festa, la festa di inaugurazione della nuova Arena Shakespeare. Anche per questo la scelta sul Sogno di Shakespeare è sembrata quanto mai opportuna e azzeccata e non solo perché si vuole che la pièce fosse stata composta e realizzata dal Bardo in occasione del matrimonio di in occasione del matrimonio tra Sir Thomas Berkeley ed Elizabeth Carey. Testo nato per festeggiare i nuovi sposi, nonché mecenati della compagnia del Bardo, testo adatto alla stagione e soprattutto a 'celebrare' l'apertura di uno spazio scenico pensato per la città, costruito sui 'tetti' del Teatro Due, esempio di coraggio e voglia di investire in cultura e in sogni che diventano realtà. Il sogno è quello del teatro che si fa collante di comunità. Così non è un caso che si sia optato per un'arena in un mix architettonico che guarda alla tradizione dei grandi anfiteatri greci ma strizza l'occhio anche al The Globe. Come dire che nell'Arena Shakespeare s'avverte – non solo architettonicamente, ma anche esteticamente e politicamente – l'eco di un alto sentire del teatro come grande rito della cultura e dell'identità occidentale. Sarà forse esagerato, ma si crede che l'apertura di un nuovo spazio teatrale sia di questi tempi un unicum che debba essere sottolineato anche con un po' di enfasi e di entusiasmo, perché no? Aprire un teatro vuol dire dare vita ad uno spazio di incontro e confronto, spazio da cui ricominciare a sognare.

Arena G.Pizzimenti

E i sogni di Fondazione Teatro Due di Parma sono molto concreti sono fatti di un'arena di 700 posti, con un palcoscenico importante, uno spazio di spettacolo che completa la sede dello stabile parmense che si avvale – fra sale grandi e piccole – di altri nove luoghi performativi. L'arena Shakespeare è la costruzione architettonica concreta di una politica artistica, portata avanti dalla direttrice Paola Donati, con determinazione e forza: ovvero fare dello spirito dell'ex collettivo la radice di un agire insieme, la consapevolezza che il teatro come luogo non possa limitarsi a spazio di consumo teatrale ma sia – per sua natura – spazio in cui il sapere e il saper fare sono un tutt'uno, in cui la comunità degli artisti e quella degli spettatori sanno che fanno parte di un'unica umanità, l'umanità che non si arrende alla mediocrità, all'indifferenza ma vive e trova energia negli scenari aperti dall'arte, nella vertigine di quel gioco serissimo che è il teatro, pur rimanendo sempre un gioco. Non a caso sottolinea Paola Donati: «Il nuovo spazio della Città di Parma – l'Arena Shakespeare – suggerisce le origini, quelle della nascita del teatro e della democrazia. Le origini da cui muovere per attuare i contenuti della contemporaneità. Abbiamo immaginato la prima stagione d'estate tra poesia, teatro, musica e danza. Le parole, l'energia, i pensieri e le emozioni di chi la vivrà si depositeranno per il futuro creando un'altra memoria, e questo potrà essere l'inizio di una nuova Storia».
Nell'assistere al Sogno di una notte di mezza estate è stato bello vedere gli attori storici della compagnia al fianco dei nuovi attori, usciti dall'esperienza formativa della Casa degli Artist, corso di alta formazione realizzato dalla Fondazione Teatro Due. Non solo due generazioni di attori a confronto, ma il Sogno di una notte di mezza estate – mise en espace di Walter Le Moli – ha offerto un interessante intreccio fra parola e musica, grazie al coinvolgimento dell'Orchestra Arturo Toscanini che, sotto la direzione di Noris Borgogelli, ha eseguito il Sogno di una notte di mezza estate, musiche di scena per Soli, Coro e Orchestra op. 61 di Felix Mendelssohn Bartholdy. Anche in questo mix di teatro e musica sta l'impegno profuso dallo Stabile nell'includere nella propria politica produttiva ed estetica tutti i linguaggi dello spettacolo dal vivo, nel segno di una complessità performativa che sappia fare mondo e perché no anche un po' sognare.

Puck Luca Nucera Ph.Ricci

E dopotutto è quanto è accaduto nel Sogno di Le Moli che nei riverberi d'oro di un tramonto di mezza estate ha mostrato la potenza e fragilità del teatro, ha raccontato una 'favola bella' che ha divertito e conquistato con in più la sottile consapevolezza che là sul palco si giocasse al teatro, che i bisticci degli amanti e gli inganni di Puck fossero puro racconto a cui era bello credere. Ed infatti la lettura a leggio, il presentarsi degli attori col copione alla mano erano evidentemente un segno di 'disvelamento' della finzione in nome di una verità del racconto che ha commosso, divertito, inquietato (meno) come solo sa fare Shakespeare. In tutto ciò a rimanere forte e chiaro sono il teatro e la festa, proprio in occasione del solstizio d'estate che segna il culmine della potenza del sole e fa presagire il lento discendere nelle tenebre... Ma nella festa per l'inaugurazione dell'Arena Shakespeare non c'era tempo per la tristezza, l'oscuro del bosco e della notte hanno lasciato il passo alle nozze pacificate per i duchi di Tebe, per i quattro amanti e per Oberon ed Ippolita. L'intera operazione di questo Sogno di una notte di mezza estate in musica e parole ha ben reso la voglia di riscatto, di vita, di gioia del fare e del creare che si respira nella neonata Arena Shakaspeare, luogo di un sogno che si è realizzato. Complimenti a Fondazione Teatro Due, complimenti alla città di Parma e alla voglia di non darsi per vinti mai... nel segno del teatro, naturalmente.

SOGNOmanif

Sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare
traduzione in versi di Luca Fontana;
soprano – Elena Bakanova;
mezzo soprano – Aurora Faggioli;
con: Oberon/Teseo – Emanuele Vezzoli, Titania/Ippolita – Paola De Crescenzo, Ermia – Federica Vai, Elena – Ilaria Falini, Demetrio – Francesco Gerardi, Lisandro – Davide Gagliardini, Egeo – Paolo Bocelli, Filostrato – Massimiliano Sozzi, Puck – Luca Nucera, Grande Fata – Cristina Cattellani, Peter Quince/ prologo – Gigi Dall'Aglio, Nick Bottom/Piramo – Nanni Tormen, Tom Snout/Muro – Massimiliano Sbarsi, Francis Flute/Tisbe – Carlo Sella, Snug/Leone – Dino Lopardo, Robin Starveling/Chiarodiluna – Gabriele Gattini Bernabò, Fate al servizio di Titania – Silvia Lamboglia, Luisa Mineo, Veronica Niccolini, Giulia Pizzimenti;
Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini;
Coro Giovanile Ars Canto;
direzione musicale Noris Borgogelli;
direzione teatrale Walter Le Moli;
assistenti alla direzione Giacomo Giuntini, Veronica Niccolini;
maestro del Coro Gabriella Corsaro;
costumi Gianluca Falaschi;
luci Claudio Coloretti;
produzione Fondazione Arturo Toscanini e Fondazione Teatro Due,
all'Arena Shakespeare, Parma, 23 giugno 2017

Ultima modifica il Martedì, 27 Giugno 2017 20:48

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