martedì, 24 ottobre, 2017
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Serata di grande suggestione a Trento con Sir Jeffrey Tate

Sir Jeffrey Tate ha diretto il suo ultimo concerto a Trento prima della sua scomparsa Sir Jeffrey Tate ha diretto il suo ultimo concerto a Trento prima della sua scomparsa

Serata di grande suggestione quella che ha offerto a Trento mercoledì 31 maggio 2017 l'Orchestra regionale Haydn di Bolzano e Trento, a conclusione della sua stagione Sinfonica 2016-2017. Tanti erano i richiami di interesse: la presenza su podio direttoriale del maestro britannico Sir Jeffrey Tate, la cui presenza a capo della compagine orchestrale regionale sta diventando una costante, con un programma che prevedeva come unico titolo l'esecuzione della Sinfonia n. 9 in re maggiore di Gustav Mahler, in gran parte composta tra il 1909 e 1910 a Dobbiaco, lembo estremo dei territori dolomitici regionali; per l'occasione la compagine orchestrale è stata integrata con gli allevi dei conservatori di musica di Bolzano e Trento per permettere l'esecuzione del brano mahleriano che prevede un organico complessivo di 98 elementi.

Al suo apparire in pubblico, Jeffrey Tate si presenta gracile e minato nel fisico, ma nel momento in cui prende posizione, seduto, sul podio si ha la sensazione di avere davanti una figura che sappia dominare l'orchestra con l'autorità scaturita dal'esperienza, dallo studio approfondito, dalla collaborazione con maestri del calibro di Solti, Colin Davis, Kempe, Carlos Kleiber. L'accurato e meticoloso lavoro preliminare con gli strumentisti è tanto più evidente quanto più il gesto appare essenziale, a maggior ragione se il lavoro preparatorio orchestrale è stato avviato integrando, nei ruoli orchestrali. giovani studenti dei conservatori, preparati dagli stessi titolari delle varie sezioni, per la prima volta assieme in un appuntamento della stagione sinfonica principale.

Il concerto si inseriva, tra l'altro, nell'ambito delle celebrazione del centenario della nascita di uno dei fondadori della Orchestra Haydn, il bolzanino Andrea Mascagni (1917 - 2004) chimico e politico d'avanguardia, docente di composizione al conservatorio di Bolzano che insieme al direttore Antonio Pedrotti, avviò nel 1960 la costituzione dell'orchestra regionale. Jeffrey Tate, anche se non è la prima volta che dirige questa sinfonia, non si considera uno specialista mahleriano; anzi dichiara lui stesso, di non sentirsi in sintonia con le sue composizione, nonostante la sua grande passione per il sinfonismo germanico. E si percepisce questa suo modo di intendere l'autore nel modo stesso in cui costruisce i suoni orchestrali. Rigore e ordine sono le sue parole chiavi per comprendere la sua interpretazione mahleriana, fatta di passaggi musicali scanditi fin nei minimi particolari supportato, in questo, dalla qualità stessa dell'orchestra e della perfetta sintonia e omogeneità tra studenti e titolari. Ma si comprende che è un mondo a lui estraneo anche se nel primo movimento (Andante comodo) Mahler ci presenta un ambiente sonoro complesso e articolato che raccoglie nel suo insieme di quanto in quell'inizio secolo si percepiva nella musica: il rigore strutturale ma appassionato tardo romantico, le prime esperienze dissonanti, il mondo di Wagner che si fonde con le vocalità straussiane, per approdare al sinfonismo di Anton Brucken, di cui invece il direttore brittanico è grande estimatore.

Al termine del concerto il pubblico ha omaggiato il lavoro di Tate con dell'orchestra con lunghi e calorosi applausi, tributo dovuto anche al lavoro della direzione artistica che ha saputo coinvolgere nella programmazione i protagonisti della scena musicale internazionale ma anche un doveroso ringraziamento nell'essersi esposta nell'offrire ai giovani musicisti dei Conservatori una opportunità di confronto con il mondo dei professionisti della musica, un' occasione per darsi appuntamento alla prossima Stagione 2017 – 2018 e alla rassegna Opera 20.21.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Giugno 2017 06:12

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