lunedì, 25 giugno, 2018
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MODENA - TEATRO DELLA PASSIONI Festival VIE - ERT: AMOR regia, installazione scenica e testo Theodoros Terzopoulos

Aglaia Pappa e Antonis Myriagkos in "Amor", regia, installazione scenica e testo Theodoros Terzopoulos Aglaia Pappa e Antonis Myriagkos in "Amor", regia, installazione scenica e testo Theodoros Terzopoulos

MODENA - TEATRO DELLA PASSIONI
Festival VIE - ERT

AMOR
regia, installazione scenica e testo Theodoros Terzopoulos
con Aglaia Pappa, Antonis Myriagkos.
Produzione ATTIS, Athene.

Per il Festival VIE torna a Modena la Compagnia Attis con Amor. Fondata e diretta dal regista Theodoros Terzopoulos, maestro della scena contemporanea internazionale tra i più noti e apprezzati a livello internazionale e promotore instancabile di iniziative artistiche di ampio respiro. dalla fondazione Centro Culturale Europeo di Delfi al Comitato Olimpico di cui è Presidente (creato assieme Tadashi Suzuki, Bob Wilson, Nuria Espert, Heiner Muller) fino alla recente regia a Taipei de "Le Baccanti", suo grande successo che lo lancio anni orsono sulla scena.

Lo spettacolo è l'elaborazione di un testo del poeta Thanasis Alevràs su un tema attualissimo: l'economia che tutto compra e tutto vende o meglio svende. Il concetto economico qui dilaga e definisce la degradazione morale di un'intera società.
Sulla scena due soli attori, posti su una stretta pedana che attraversa tutto lo spazio scenico per terminare da un lato con un bidone nero e dall'altro con dei pioli che si arrampicano sulla parete. Lui, Antonis Myriagkos, vive e rappresenta la "mania" del consumismo, vendere e comprare. Come posseduto da un demonio sciorina sulla scena in maniera compulsiva cifre, numeri, indicatori economici (Dow Jones, Nasdaq), tassi di interesse, che trasformano il suo corpo in una macchina infinita che digita ossessivamente nell'aria come su un invisibile calcolatore.
Lei, Aglaia Pappa, è una citazione beckettiana di Winnie da "Giorni Felici", seduta dentro un bidone nero (petrolio) nel quale piano piano scomparirà, non prima di aver chiesto insistentemente in uno stato di trance : "Quanto valgo?". Si mette in vendita: se stessa, tutto quello che possiede compresi i propri organi e anche il teatro in cui recita.
Il testo si snoda tra fonemi, rumori assonantici e giochi di parole ("six/sex/success"). Fuori da ogni vena realistica o dell'attore narciso, Terzopoulos smonta il linguaggio, il corpo e la mente dell'attore affinché possa entrare con le proprie energie vitali in uno stato pre-sociale alla ricerca dell'archetipo simbolico fondante la società e della sua ritualità, per scoprire le profondità dei propri mezzi senza l'alterazione dell'egocentrismo. Ci guida così attraverso questo lavoro corporeo e vocale dei due straordinari performer-attori, uno spettacolo manifesto, fino alla domanda finale: l'uomo, prigioniero di una società umiliata e schiavizzata dai potenti della finanza, può ritrovare la sua finalità esistenziale ricostruendosi attraverso l'amore? Lei sparisce nel bidone e lui rimane attaccato ai pioli sul muro nel tentativo di un via di fuga che pare impossibile.
Dopo Alarm che vedeva la politica come soggetto con il conflitto tra Maria Stuarda ed Elisabetta d'Inghilterra (presentato a VIE due anni fa) Terzopoulos torna con il soggetto economia, trionfa nuovamente, come dai più che meritati lunghi applausi, e lascia anche con la sua creatività un segno importante alla visione del teatro contemporaneo che ha bisogno di nuovi stimoli e nuove porte verso cui leggere il nostro tempo. In attesa di rivederlo con Ancor nuova produzione che partirà dalle tavole del Teatro Attis in Atene.

MSG

Ultima modifica il Lunedì, 31 Ottobre 2016 17:59

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