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IMRE KERTÉSZ - ESSERE SENZA DESTINO - Lettura in memoria di Imre Kertész (9.11.1929 - 31.3.2016)

Imre Kertész. Foto Csaba Segesvári Imre Kertész. Foto Csaba Segesvári

IMRE KERTÉSZ - ESSERE SENZA DESTINO
Lettura in memoria di Imre Kertész (9.11.1929 - 31.3.2016)
Legge Hermann Beil
Berlino, Berliner Ensemble, 9 maggio 2016

Il 31 marzo 2016 a Budapest si è spento Imre Kertész, scrittore ebreo ungherese insignito del Nobel per la letteratura nel 2002 «per una scrittura che sostiene la fragile esperienza dell'individuo contro la barbarica arbitrarietà della storia». La sua vita è legata a doppio filo alla capitale tedesca, dove visse dal 2001 al 2012, anno in cui rientrò in Ungheria perché gravemente malato, sebbene mal tollerato in patria dal governo antisemita di Orbán. Negli anni berlinesi Kertész frequentò spesso il Berliner Ensemble, dove nel 2003 lesse insieme a Péter Esterházy dalla raccolta di racconti Una storia. Due storie e successivamente estratti dai suoi libri Liquidazione (2003) e Storia poliziesca (2007). In occasione della lettura organizzata il 9 maggio 2016 in memoria di Kertész, il direttore e regista teatrale austriaco Hermann Beil ricorda quando il teatro di Brecht ospitò il premio Nobel ungherese prima che questi lasciasse per sempre Berlino. Beil, già lettore di Kertész in diverse occasioni (al BE lesse più volte Il vessillo britannico; il 27 gennaio 2015 – 70° anniversario dalla liberazione di Auschwitz – lesse estratti da Essere senza destino), dichiara: «Continuerò a leggere Kertész per sempre».

Nato a Budapest nel 1929, Kertész venne deportato all'età di 15 anni nel campo di concentramento di Auschwitz. Da lì venne trasferito a Buchenwald, da dove fu liberato nel 1945. Kertész iniziò la sua carriera nel 1948 come giornalista del quotidiano ungherese Világosság e a partire dal 1953 cominciò la sua attività di scrittore e traduttore dal tedesco all'ungherese. Il suo primo e ad oggi più celebre romanzo autobiografico – Essere senza destino (titolo originale Sorstalanság) – a lungo non riuscì a trovare un editore in Ungheria e venne infine pubblicato nel 1975, senza tuttavia suscitare interesse nel pubblico di allora. Soltanto dieci anni dopo e soprattutto in seguito alla riunificazione tedesca, il romanzo e lo stesso autore iniziò a venire apprezzato in Ungheria e a livello internazionale.

Protagonista della lettura organizzata al BE in data 9 maggio 2016 in memoria di Kertész è proprio il romanzo Essere senza destino. L'opera narra la storia di György Köves, detto Gyurka, ragazzino ebreo ungherese che viene deportato insieme ad altri coetanei nel campo di concentramento di Auschwitz. Da lì viene trasferito a Buchenwald e infine a Zeitz, un campo di lavoro minore. Il romanzo narra in prima persona le esperienze di Gyurka, articolate lungo un percorso che procede sempre più verso il disumano. Il punto di vista del ragazzino adolescente non riesce a trovare una spiegazione razionale a ciò che gli accade intorno e per questo tende a giustificarlo e a mettere in discussione la propria percezione pur di avvicinarsi alla comprensione dell'orrore che lo circonda. Rielaborazione narrativa dell'esperienza autobiografica della deportazione, Essere senza destino è uno snodo fondamentale nel grande dibattito sulla rappresentabilità dell'olocausto e costituisce una critica all'umanità che si adatta all'inaccettabile, all'orrore e al disumano, delineando così il proprio progressivo degrado.

Hermann Beil legge per quasi 2 ore ininterrotte da Essere senza destino, senza neanche una breve pausa per un sorso d'acqua, forse in segno di profondo rispetto e solenne commemorazione verso un'opera grandiosa per la storia della letteratura mondiale.

Gloria Reményi

Ultima modifica il Giovedì, 19 Maggio 2016 07:43

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