domenica, 24 settembre, 2017
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Salvatore Nastasi, Direttore Generale dello Spettacolo è stato fatto fuori.

Salvatore Nastasi Salvatore Nastasi

Salvatore Nastasi ha lasciato. La notizia, poco diffusa dai media, è certa. Ce lo ha confermato lui stesso con un'e-mail in data odierna scrivendo: "dal 6 agosto non mi occupo di spettacolo". Ce lo ha scritto perché sollecitato a darci una risposta ad una nostra proposta di partecipazione al monografico di foto su "Eduardo...senza Eduardo", a cura di Tommaso Le Pera di prossima uscita. Sapevamo che nell'aria girava questa voce ma nessuna conferma pubblica, e, poiché sul sito del ministero figura ancora lui, noi gli abbiamo scritto. E lui, adesso libero degli intrighi ministeriali, ci ha risposto e noi siamo lieti di dare la notizia.

Saranno felici tutti quei soggetti che nella stagione 2015/16 sono stati "segati" dai contributi ministeriali, dopo anni e anni di riconoscimenti ufficiali, con assurde motivazioni. Che non sono pochi.
Saranno felici anche coloro che anni fa furono "segati" perché al disotto dei 30.000 euro di finanziamento, senza che lo stesso si ponesse il problema del danno che avrebbe arrecato al teatro italiano. Siamo felici noi che, pur essendo stati "potati" per circa 5.000 euro, la cosa che più ci ha offeso non è la mancanza del misero contributo, bensì è l'aver sostenuto che Sipario, in attività da circa 70 anni, pubblicando migliaia di testi di autori italiani ed europei, recensioni, approfondimenti, inchieste, anche sul Portale dello Spettacolo www.sipario.it, già attivo da oltre 15 anni, (fummo i primi a cavalcare Internet) che attualmente registra una frequentazione di oltre 50 mila visitatori, che ospita testi europei nella lingua d'origine, ci fa piacere, dicevamo, che questo illustre signore, con la filosofia dei tagli, con la mentalità del nepotismo, abbia dichiarato che Sipario non fa promozione. Questo ci ha profondamente offeso: noi come operatori culturali, noi come responsabili di una storica testata, ma anche tutti i nostri lettori.
I danni che Nastasi ha creato al "sistema teatro" sono inimmaginabili; e i diversi ministri che lo hanno avuto a loro fianco, politici di poco senno, lo hanno sempre assecondato nella sua diabolica strategia: è riuscito a smantellare l'ETI, Ente Teatro Italiano, che da oltre mezzo secolo distribuiva in tutta Italia grandi e piccole compagnie, contribuendo anche a "fortificare" i nascenti circuiti teatrali regionali; ha fatto sciogliere compagnie private e cooperativistiche affermate, per concentrare tutto il sostegno economico verso il teatro pubblico. Adesso, si è inventato i Teatri Nazionali, i TRIC, e i Centri di produzione, ignorando coloro che sono la linfa del teatro italiano.
Il pubblico che frequenta le sale teatrali non conosce questa realtà, e forse poco gliene importa, ma noi sentiamo il dovere di segnalarla, perché la strategia di Nastasi era tesa a concentrare il FUS solo verso pochi soggetti, politicamente protetti.
Il pubblico deve sapere che Nastasi ha controllato le nomine negli Enti lirici, favorendo amiche e amici; deve sapere che ha piazzato parenti a lui vicino in enti teatrali di cui non sanno niente. Un esempio per tutti: cosa c'entra suo suocero, Giovanni Minoli, grande giornalista della Rai, a presiedere l'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico? Cosa c'entra? Eppure lo ha fatto nominare, come ha fatto con tante altre persone.
Forse la forte protesta degli esclusi, ha convinto Nastasi a lasciare, forse il Ministro Franceschini lo ha scaricato. Non ha importanza quale sia stata la causa, importante è che abbia lasciato il suo ruolo di despota del FUS da lunghi, lunghissimi anni.
Ci auguriamo che colui che gli subentrerà non adotti la sua solita politica devastatrice.

Ultima modifica il Sabato, 19 Settembre 2015 20:05

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