lunedì, 11 dicembre, 2017
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AMA LA COMMEDIA MUSICALE NOIR

IL POLIEDRICO PUBBLICO DI WELLINGTON
AMA LA COMMEDIA MUSICALE NOIR

Teddy Tahu Rhodes in "Sweeney Todd", regia Harold Prince. Teddy Tahu Rhodes in "Sweeney Todd", regia Harold Prince.

IL POLIEDRICO PUBBLICO DI WELLINGTON
AMA LA COMMEDIA MUSICALE NOIR

Più che un'opera lirica, come viene annunciata, quella a cui abbiamo assistito al Teatro Nazionale di Wellington, dal titolo Sweeney Todd, autore del testo Hugh Wheeler, musiche di Stephen Sondheim, regia originale di Harold Prince, è una commedia musicale noir. In scena sgozzamenti, torte preparate con resti umani per essere offerte agli avventori di un bar, azioni di vendetta da parte del protagonista, il barbiere Sweeney (Teddy Tahu Rhodes) che, condannato al carcere per molti anni, ha deciso, una volta tornato a piede libero, di vendicarsi verso colui che l'aveva condannato, il Giudice (Philip Rhodes) senza fornire giuste prove.
In una scenografia di Roget Kirk, (anche costumista) lugubre, imponente, fatta di scalette per accedere a rialti dove salgono e scendono le masse che costituiscono il coro di un popolo di una Parigi fine Ottocento, con elementi mobili che entrano ed escono per creare altri ambienti, abbiamo assistito ad una compagnia di canto eccezionale sia per qualità vocali, sia per interpretazione dei personaggi che per il casting. Tutti da citare e lo facciamo con il piacere che ci hanno regalato ascoltandoli: a Teddy Tahu Rhodes, Philip Rhodes, si aggiungono Antoinette Halloran (Mrs Lovett), James Benjamin Rodgers (Anthony Hope), Amelia Berry (Johanna), Joël Granger (Tobias Ragg), Andrew Glover (Beadle Bamford), Helen Medlyn (Beggar Woman), Robert Tucker (Adolfo Pirelli), James Ioelu (Jonas Fogg), insieme ai dodici del coro.
In un teatro di 1250 posti, quasi tutto esaurito da un pubblico eterogeneo: vecchi in stile '800 sia nei comportamenti che nell'abbigliamento, giovani super tatuati, donzelle in abiti variopinti, studenti in maglietta, ma tutti erano attenti e pronti ad applaudire a fine di ogni quadro.
L'orchestra diretta da Benjamin Northey, nascosta nella profonda fossa di sua competenza di questo teatro, un po' triste, super barocco nei fregi e negli affreschi, si è fatta sentire con tutta la forza che l'opera imponeva. Meritandosi i giusti applausi.
Lo spettacolo andrà in tournée nei principali teatri della Nuova Zelanda.

Ultima modifica il Lunedì, 01 Maggio 2017 07:44

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