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Martedì, 29 Novembre 2011
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GOMORRA

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano.
Vincitore di numerosi premi tra il 2007 e il 2008, lo spettacolo teatrale “Gomorra” è nato da un’idea di Mario Gelardi ed Ivan Castiglione prima ancora che il libro arrivasse alle stampe ed è stato scritto dallo stesso Saviano e da Mario Gelardi.

Tutto prende il via dal discorso che il giovane giornalista napoletano tenne, nel settembre del 2006, a Casal di Principe, cittadina nota per le pesanti infiltrazioni camorristiche. “Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalashnikov – afferma Mario Gelardi – rapida, violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, di un Paese, che ci appare sempre in bilico, come il cantiere quasi abbandonato in cui lo spettacolo è ambientato”. Lo spettacolo, come il libro, racconta due livelli del crimine: quello più istintivo, animalesco, violento, costituito dal braccio armato della camorra e quello imprenditoriale che non si sporca mai le mani direttamente e che ha interessi in tutto il mondo.

Un personaggio incarna Roberto Saviano che, come un Virgilio dantesco, ci conduce tra le varie storie, scava nelle dinamiche e si pone come coscienza civile di un paese.

Martedì, 29 Novembre 2011
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IL PAESE DEI CAMPANELLI

"Il Paese dei Campanelli” è veramente “un’operetta senza tempo”, sia per la sua ambientazione, in un’Olanda da favola, sia per il consenso di pubblico che continua a raccogliere.

In un’immaginaria isoletta olandese esiste un paese, dove sopra ad ogni casa c’è un piccolo campanile che custodisce gelosamente un campanello. Secondo la leggenda, questo suona ogni volta che una donna tradisce il marito, ma ciò non è mai accaduto, perché nel paese regna da tempo la serenità. A seminare il disordine arriva un giorno una nave di militari, costretta all’attracco da un’avaria. I marinai scendono a terra e subito cominciano a corteggiare le graziose donne del paese e, com’è facile prevedere, accade l’inevitabile…

Un’edizione dove lo sfarzo della messa in scena e la verve comica della vicenda fanno a gara con la bellezza dello spartito che unisce graziosi duetti (Balla la giaba, Fox della luna) e brani lirici (Il duetto del ricamo, Io vorrei che il mio sogno divin...) presentando finezze e intuizioni melodiche notevoli. Il nuovo allestimento firmato da Corrado Abbati si avvale di una cornice lussuosa, condita dall’esotismo di lune romantiche e di fiori che parlano al cuore.

Martedì, 29 Novembre 2011
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GIN GAME

Per trascorrere le domeniche, i due anziani protagonisti Fonzia e Weller, giocano a carte. Un gioco nuovo, il gin, nel quale Weller eccelle e al quale Fonzia si sta appassionando. Affettuoso e cordiale nei confronti dell’amica in un primo tempo, l’uomo quando si rende conto che l’amica impara troppo rapidamente e comincia a vincere superando il maestro, scatena il suo disappunto, che finisce per diventare collera allo stato puro. Dietro questa rabbia si nascondono ragioni più profonde del semplice orgoglio ferito: l’anziano giocatore è vittima di un passato fatto di frustrazioni economiche e personali. Da parte sua Fonzia reagisce alle ferite accumulate in una vita di delusioni e di abbandoni, cedendo al turpiloquio e a reazioni ben lontane dalla sua educazione. Il finale ci mostra la dura realtà: due anziani stanchi e sfiduciati che avrebbero potuto essere due buoni amici se non fossero stati troppo impegnati a nascondere la propria infelicità dietro il velo dell’ipocrisia. Valeria Valeri e Paolo Ferrari, maestri indiscussi del teatro, danno qui prova eccelsa delle loro doti interpretative.

Martedì, 29 Novembre 2011
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A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI

"A che servono questi quattrini” è ancora oggi una commedia di grande attualità. Il testo di Armando Curcio precorre i tempi in cui si parla di immaginazione al potere, di scandali economici, dell’onnipotenza del denaro che non è necessario detenere, ma piuttosto mostrare di avere.

Ancora oggi quest’opera fa divertire e riflettere, grazie anche alla comicità e all’ironia del protagonista, Luigi De Filippo, tra i più autorevoli rappresentanti del teatro della grande tradizione napoletana. Andata in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma, fu una delle pièce più applaudite che resero celebri i fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino.

Oggi è Luigi De Filippo ad interpretare il marchese Eduardo Parascandoli, che, diventato serenamente povero, da ricco che era, è un seguace accanito della filosofia stoica. Insegna il disprezzo per i beni materiali a Vincenzino Esposito, il suo più fedele seguace, e fa credere a tutti, compreso l’ingenuo Vincenzino, che quest’ ultimo ha ereditato una cospicua somma di danaro. Il suo scopo, però, è dimostrare che i quattrini non servono a nulla e che basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti.

Sarà vero che per guadagnare del denaro non occorre né lavorare, né disporre di capitali, ma basta solo essere furbi?

Martedì, 29 Novembre 2011
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LA CENA DEI CRETINI

Scritta dal francese Francis Veber negli anni Novanta, “La cena dei cretini” è una delle commedie più famose al mondo, diventata un cult dopo la trasposizione cinematografica del 1998.

La trama è semplice, ma di grande impatto comico, come si addice alle migliori commedie. Ogni mercoledì sera un gruppo di amici, ricchi e annoiati, organizza per tradizione la cosiddetta "cena dei cretini", alla quale i partecipanti devono invitare un personaggio creduto stupido e riderne sadicamente per tutta la serata. Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Una sera il "cretino" di turno riesce, infatti, a ribaltare la situazione passando, per così dire, da vittima a carnefice, in un crescendo di gag, errori e malintesi. Zuzzurro & Gaspare coinvolgono il pubblico in un turbinio di risate, nel destreggiarsi in situazioni paradossali che, loro malgrado, sono costretti a vivere. La forza di questa commedia sta proprio nella semplicità e nella genuinità della risata che provoca, nella mancanza assoluta di volgarità e in quella punta di moralismo che non guasta. Si ride e si riflette senza accorgersene.

La sera di Capodanno gli artisti avranno il piacere di brindare con il pubblico e di festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

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