martedì, 17 ottobre, 2017
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Lesley STORM - Paolino ha disegnato un cavallo

Corriere Lombardo, 10 ottobre 1955

Esiste, da mezzo secolo almeno, tutto un repertorio teatrale leggero, specialmente inglese, il quale fornirebbe utile materia per un capitolo critico insolito che potrebbe benissimo intitolarsi: “l’originalità applicata al banale”. Alla fine, non mi stupirei se ci si accorgesse che le osservazioni e le conclusioni valide per il palcoscenico lo sono altrettanto per il costume della vita contemporanea. L’accettazione del banale equivale, in molti casi, al consapevole e volontario rifiuto dell’eccezionale, dell’eccentrico, del sorprendente e del prezioso che infestarono la letteratura e il costume di non dimenticate stagioni. Se non è sempre una questione di modestia, è, qualche volta, una questione di educazione e di buon gusto, per non dire di pudore. L’originalità, quando c’è, scaturisce da posizioni per così dire di marginale discrezione: implicite prospettive di non conformismo morale in sordina; finezze, scetticismi, spregiudicatezze e sofisticazioni di dialogo; un umorismo insinuante e seminatore di impercettibili sospetti. È ben vero che, in ultima analisi, si tratta di diete scarsamente nutrienti per stomachi delicati, ma è pur sempre preferibile un leggero spuntino saporito a un pesante pasto volgare.

I maggiori campioni contemporanei di questi pic-nic eleganti restano Noel Coward e Terence Rattigan nei loro momenti migliori. Siccome ogni generale ha il suo ufficiale d’ordinanza, essi non ce ne vorranno se, stamattina, metteremo in loro compagnia mister Lesley Storm per i due tempi di Paolino ha disegnato un cavallo, applaudendo i quali, con calore inusitato, l’elegante e fitto pubblico del Manzoni, ha festeggiato uno spiritoso e colorito spettacolo, ed ha, soprattutto, salutato una nuova, solida, bella e simpatica compagnia comica fregiata dei nomi di Laura Adani, Luigi Cimara, Franco Volpi, Lina Volonghi e Alberto Lionello.

Paolino, fanciulletto sveglio e impertinente, nella commedia non si fa mai vedere. In compenso, esso si fa sentire fin troppo, portando lo scompiglio e rischiando di provocare dissidi irreparabili in due famiglie regolarmente costituite: quella dei suoi genitori e dei suoi nonni materni; e in una in via di costituzione: quella di una sua zietta e del di lei fidanzato. Tutto comincia la mattina che il discolo, per far dispetto a suo padre, disegna davanti all’uscio del suo studio medico un cavallo. Che c’è di eccezionale?, direte voi. Qual è il bambino che non imbratta i muri di casa? Di eccezionale c’è soltanto questo: che il cavallo di Paolino non è un animale araldico e idealizzato, bensì un quadrupede… neorealistico, voglio dire dotato di tutti i suoi precisi attributi anatomici con speciale e diligente riguardo a quelli concernenti le funzioni riproduttive.

Per il padre, il fatto è scandaloso e altamente preoccupante, indice di istinti perversi e conseguenza di un’educazione errata e perniciosa: una piccola canaglia; per la madre si tratta di innocente vivacità e naturale spirito di osservazione di una natura schietta e sincera: un adorabile angioletto. Cominciano le baruffe in famiglia  sul modo di educare la prole: la massima severità, proclama il dottor Howard; la massima libertà, ribatte la signora Clara. Se si considera che il padre tira al puritanesimo quacchero e la madre tende alla spregiudicatezza anarchica, si comprende come, dalle parole grosse, si passi al dissidio insanabile. Divorzio in vista e abbandono del tetto coniugale da parte della signora, che si rifugia in casa dei suoi genitori. Qui le posizioni risultano per così dire rovesciate. La suocera, virago dalla testa piena di fumi aristocratici, dà ragione al genero; il suocero, timido e inconfessato ribelle, è tutto dalla parte della figlia. Seconda baruffa in famiglia. Ma in casa si stanno preparando le nozze della figlia più giovane col titubante Tim. L’esempio è pernicioso. Alla fine di una giornata campale, ci sono tre coppie disunite. Con l’aggravante che la madre di Paolino se ne va in compagnia del fidanzato di sua sorella e restano fuori una notte intera bevendo come spugne, seppure rispettandosi come fratello e sorella.

Occorre andare avanti e dirvi come tutto si rappacifichi per il meglio, con la riunione dei dissidenti e la riabilitazione di Paolino che, nel frattempo, ha avuto modo di vincere il primo premio a un concorso di disegno infantile, con una caricatura di sua nonna? Farei torto alla vostra perspicacia. Per la prima metà, la commedia procede svelta sotto lo stimolo della sua arguta trovata che riesce, con notevolezza e amabilità, a convogliare nel dialogo pimenti vagamente sessuologici, blande ironie non conformistiche, e spiritose, seppur non inedite osservazioni di costume anglosassone; per la seconda metà, essa tira avanti faticosetta a rimorchio di situazioni convenzionali, restaurate e rinfrescate da spiritose invenzioni verbali, sufficienti a condurla disinvoltamente in porto.

Il successo così vivo, persuaso e divertito di sabato sera, mi diceva il solito bene informato, è stato superiore a quello toccato alla commedia una decina di anni fa a Roma in una fortunata edizione curata da Sergio Tofano. Merito dell’agile umorismo conferito allo spettacolo dalla estrosa regia di Sandro Brissoni, delle belle scene di Luigi Brogli; e, soprattutto, della elegante, svelta, affiatata recitazione di tutta la compagnia, che strappò applausi numerosi a scena aperta e alla fine dei due tempi per: Laura Adani d’una fragrante fantasia comica, Lina Volonghi che non pronunciò battuta che non fosse un’originale invenzione umoristica, Luigi Cimara in gran forma, Franco Volpi dalle lepide ostinatezze, Alberto Lionello che si preannuncia come il più dotato dei “brillanti” di domani, l’adorabile Giulia Lazzarini, attrice giovane nata; il Carloni, la Carraresi, la Ciurlo, il Valli, il De Toma e ogni altro. L’inaugurazione della nuova stagione teatrale è cominciata sotto il segno dell’allegria. Buon auspicio.

Carlo Terron

Ultima modifica il Venerdì, 26 Dicembre 2014 10:18
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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