giovedì, 18 luglio, 2019
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INTERVISTA a PAPPI CORSICATO, REGISTA DI "L'ARTE VIVA DI JULIAN SCHNABEL". -di Francesco Bettin

Pappi Corsicato Pappi Corsicato

INTERVISTA A PAPPI CORSICATO, REGISTA DI "L'ARTE VIVA DI JULIAN SCHNABEL"

Pappi Corsicato è un regista di film originale e visionario, da "Libera" e "I buchi neri" a "Il volto del'altra", che si cimenta da molti anni anche e soprattutto con documentari sull'arte contemporanea, ultimo dei quali "L'arte viva di Julian Schnabel", è stato presentato ad "Asolo Art Film Festival", un appuntamento imperdibile per chi ama il cinema e le arti visive, qui a confronto. Da lui ci siamo fatti raccontare pareri e impressioni sul cinema e altre storie.

Pappi, cosa ti ha colpito di Julian Schnabel artista e uomo?
Siamo amici da più di vent'anni, adoro il suo cinema e la sua pittura, lui ha un gran talento. E' sorprendente l'energia che ha e il suo stare al mondo, la sua personalità. E' una forza della natura che qualsiasi cosa fa la fa con grande libertà. Nel cinema ha fatto perlomeno uno o due capolavori, su cinque film, una cosa abbastanza rara. Anche esteticamente è un tipo particolare, e non è più un ragazzino. E' cinematografico, per come si veste e si muove. E' un po' tutto l'insieme che mi ha fatto venir voglia di fare una cosa su di lui, è un artista a tutto tondo, più di altri.

Possiamo parlare di un vero talento naturale?
Si', tutto quello che fa lo tramuta davvero in arte, non è una cosa comune.

Cinema e arte sono sempre antidoti forti per chi vuole invece snobbare la cultura? 
Sicuramente, anche se forse più di altro l'arte contemporanea ha molto incuriosito un certo ceto sociale che probabilmente manco la seguiva anni fa, poi è diventata di moda ma anche se la spinta iniziale è futile alla lunga, in qualche maniera, il tutto fa germogliare qualcosa di più interessante e culturale.

Sei impegnato sul set, ora?
Sì, sto girando una serie per RaiUno, un family, con Elena Sofia Ricci e Massimo Ghini.

Che momento è questo per il cinema e lo spettacolo in generale?
Non bello, un po' confuso, altalenante. Non si capisce se le cose vanno bene o no, però credo sia anche naturale che ci siano up e down, è come il nostro umore, non è che è sempre uguale.

L'arte, la cultura, avrebbero bisogno di sovvenzioni maggiori, di interventi più decisi?
Certo se ci fosse un po' più di attenzione sarebbe meglio. Ogni tendenza politica ragiona a proprio modo , poi le cose cambiano anche per loro, finiscono, ne arriveranno degli altri che saranno più o meno interessati al settore. I finanziamenti sono sempre precari in tutti i campi. Poi se un film va bene sembra tutto meraviglioso, se va male tutto è mostruoso. Diventa complicato seguire le tendenze. La cultura si è molto appiattita, questo sì.

Parliamo dei tuoi film. Originali e creativi, con uno sguardo sempre alla tradizione?
In realtà, semplicemente, faccio dei film che sono personali nel senso che rispecchiano il mio modo di vedere. Certo faccio riferimento a mille tipi di cinema, non solo quello italiano, però quello che faccio è il mio modo di fare cinema che risulta originale perché è personale.

Ritornerai al teatro?
Sì, probabilmente debutto a marzo 2020 con Cristina Donadio al teatro Mercadante di Napoli con uno spettacolo di Mario Vargas Llosa, "La Chunga". Stiamo cercando anche una distribuzione, per farlo girare.

Altri progetti futuri?
Altri documentari, poi spero presto di fare anche un film.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Venerdì, 28 Giugno 2019 14:50

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