mercoledì, 19 giugno, 2019
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INTERVISTA a MYRNA KAMARA - di Michele Olivieri

Myrna Kamara. Foto Giovanni Vecchi Myrna Kamara. Foto Giovanni Vecchi

Myrna Kamara inizia gli studi di danza con Ellen Gniadowska e Peggy Lynne a Baltimora, nel Maryland. Dopo aver studiato un anno alla "Washington Ballet School", prosegue i suoi studi alla "School of American Ballet" di New York. Dal 1984 al 1989 diventa membro del "New York City Ballet" dove danza in più ruoli nei balletti di George Balanchine, Jerome Robbins, Peter Martins, Elliot Feld e Lar Lubovitch. Durante la stagione 1989/90 balla in "Spartacus" a Bonn diretta da Youri Vamos interpretando Nubiana, ruolo creato appositamente per lei. Dal 1990 è prima ballerina al "Miami City Ballet", dove riceve critiche entusiasmanti per le sue prestazioni nel repertorio di Balanchine che includono il 'solo arabo' in "Nutcracker," la sirena in "Prodigal Son", Calliope in "Apollo", la solista in "Rubies", la 'ragazza russa' in "Seranade" e poi altri ruoli in "Allegro Brillante", "Who Cares?", "Bugaku", "Agon", "Four Temperaments". Dal 1996 al 1999 danza con la compagnia "Béjart Ballet" in Svizzera. Come étoile prende parte a numerose creazioni tra le quali "Bhakti", "Sacre du Printemps", "Le Mandarin Merveilleux", "L'Oiseau de Feu" e "Ballet for Life" (Le Presbytère). Si è esibita sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri mondiali in qualità di artista ospite, sia negli Stati Uniti che in Europa. Tra i coreografi più importanti con cui ha collaborato vanno ricordati: Susanna Egri, Gheorghe Iancu, Vladimir Vasiliev, Renato Zanella e tanti altri. Ha partecipato al Festival di Spoleto, all'Edinburgh Festival, al Leonide Massine Festival, al Kennedy Center, in Sud Africa, Portogallo, Giappone, Austria e Spagna. Tra le sue performance speciali ricordiamo quella in "Aida" di Giuseppe Verdi, del 2006, per la regia di Franco Zeffirelli al Teatro alla Scala di Milano, dove si è esibita insieme a Roberto Bolle e numerosi artisti internazionali; la partecipazione al Gala di Plácido Domingo in Giappone nel 2010 e ad uno spettacolo per l'Associazione Ricerca sulle Cerebropotenzialità nel 2011. Sempre nel 2011 prende parte alla serata di Gala in scena all'Arena di Verona "Lo spettacolo sta per iniziare", trasmesso in diretta su Rai 1. Nel 2012 danza con Roberto Bolle alle Terme di Caracalla a Roma. Attualmente è insegnante e preparatrice di giovani talenti della danza e pattinatori su ghiaccio. Da ventuno anni si esibisce all'Arena di Verona come prima ballerina nell'opera "Aida" e continua a danzare con successo sui palcoscenici internazionali come artista ospite. Per la Stagione Opera e Balletto 2014-2015 della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico è stata prima ballerina ospite nello spettacolo "XX Secolo", danzando il ruolo della protagonista in "Bolero" su coreografia di Renato Zanella. Attualmente dirige la Compagnia "balletXtreme" con sede in Svizzera a Zurigo.

Carissima Myrna, attualmente dirigi la Compagnia balletXtreme a Zurigo. Parlami di questa giovane ma entusiasmante realtà?
"balletXtreme" è stata fondata a Zurigo il 16 giugno del 2016. Il mio desiderio, fin dal principio, è stato quello di creare una compagnia che si concentrasse sui balletti neoclassici e contemporanei così da poter assumere anche delle decisioni audaci e temerarie ma al contempo anche ballare e insegnare. Una compagnia che dia reali opportunità a quei bravissimi ballerini ed esecutori che possiedono un proprio carattere ed una particolare espressività. La compagnia oggi è composta da liberi professionisti, solisti e primi ballerini con i quali ho instaurato un'ottima intesa sia artistica che umana. Il primo impegno è avvenuto nel novembre del 2017 con la prima mondiale di una coreografia firmata da Monique Pepi, in cui ho danzato il ruolo principale. La creazione si chiama "The Knights of Destiny", che è il risultato di un armonioso componimento ricco di passi a due, assoli, variazioni, ed insieme. La compagnia si è ben concretizzata ma sono sempre alla ricerca per scovare inediti giovani talenti e dar loro modo di crescere artisticamente (per tutti coloro che fossero interessati è consultabile il sito web www.balletxtreme.com) La mia compagnia è oggi una splendida realtà di danza neoclassica con alcuni elementi contemporanei. Si compone di artisti internazionali acclamati e di giovani virtuosi ballerini pre-professionisti. Il nostro obiettivo è quello di coltivare questi giovani e dare loro l'opportunità di svilupparsi e di crescere artisticamente per affermarsi al meglio. Coinvolgiamo interpreti e coreografi differenti per qualità, stile e approccio dinamico al fine di migliorare le performance di danza. "balletXtreme" è un'organizzazione dedicata a portare avanti le sfaccettature più interessanti della danza, mantenendo temi come la grazia, lo stile, l'eleganza e l'alto livello tecnico. Prossimamente saremo a Verona a fine gennaio con alcuni ballerini di "balletXtreme", in preparazione della creazione che eseguiremo al "Gala di Danza" a Torino e a Cuneo nei giorni 28 e 29 aprile, su invito della Compagnia EgriBiancoDanza diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco, la coreografia che porteremo in scena sarà firmata da Paolo Mohovich. Approfitto per ringraziare Susanna Egri, la quale è sempre rimasta soddisfatta dalle mie prestazioni artistiche e dalla mia presenza scenica negli anni passati.

Qual è il tuo consiglio per i tanti giovani che aspirano alla professione di danzatore?
Se si desidera ballare bisogna dedicarsi completamente all'arte coreutica senza alcun tipo di coinvolgimento dei social network!

Oltre a ballerina e direttrice ti dedichi anche all'insegnamento, qual è l'aspetto che ti gratifica maggiormente in tale ruolo?
La vocazione all'insegnamento nasce principalmente per aiutare chi desidera crescere e migliorare. Metto a loro disposizione tutta la mia esperienza donando piccoli ma necessari segreti, acquisiti in carriera, per dare la giusta consapevolezza che anche la psiche e il lato umano contano parecchio nell'affrontare la scena con serenità ed equilibrio.

La passione per la danza quando è apparsa nella tua vita Myrna?
All'età di dieci anni ne ho avuto piena consapevolezza, nel momento esatto in cui sono salita per la prima volta sulle punte, dopo cinque anni di attesa e di preparazione in sala danza.

Tra le tue maestre a Baltimora hai avuto Ellen Gniadowska e Peggy Lynne. Cosa ricordi in particolare?
Ellen l'ho incontrata per la prima volta quando avevo quattro anni e ho iniziato a studiare danza con lei in qualità di maestra nella scuola che già frequentava mia sorella, conservo dei ricordi sbiaditi della Gniadowska, possedeva una personalità magnetica ed ascoltavo con assoluto rigore tutto ciò che mi diceva e correggeva, mentre con Peggy Lynne ho iniziato a studiare da privatista alle sue lezioni quando avevo undici anni, era una figura particolarmente puntigliosa, e pretendeva sempre il massimo dal mio potenziale tersicoreo.

In seguito hai frequentato la "Washington Ballet School" per poi approdare alla "School of American Ballet". Ricordi la tua audizione alla celebre istituzione newyorchese e il primo giorno da allieva ammessa?
Feci l'audizione per l'ammissione alla scuola da sola perché le iscrizioni erano chiuse già da tempo. Gli esaminatori mi parlavano in russo e non riuscivo a capire i loro discorsi e intenzioni. Ricordo che entrando nella sala all'apparenza immensa, mi sentii importante per quell'età, avevo dodici anni... ero al settimo cielo per la gioia e per niente impaurita. Affrontai tutti gli esercizi con il massimo impegno e rigore. Le mie gambe andavano su con facilità e dimostrai la mia netta predisposizione alla musicalità. In quel momento un grande sogno si stava avverando, la mitica "sbarra" dell'American Ballet era "realtà". Il primo giorno da allieva ammessa fui pervasa da una forte emozione, come del resto lo è ancora oggi quando mi reco a trovare e salutare i miei insegnanti e colleghi.

Dopo la scuola sei entrata a far parte del "New York City Ballet", quali sono state le emozioni più belle vissute all'interno della celebre compagnia di danza?
Sicuramente durante la preparazione del balletto di George Balanchine intitolato "Concerto per piano n. 2" in cui la tecnica balanchiniana era difficilissima soprattutto per l'intreccio musicale. Ricordo che guardavo con grande attenzione alle prove i primi ballerini per poter apprendere ogni loro minima qualità tecnica ed espressiva.

La tecnica di Balanchine come ti ha arricchita artisticamente?
Il Maestro e grande coreografo russo, fra i più grandi del XX secolo, mi ha fatto apprendere al meglio la velocità del tempo, dei passi, e la giusta metodologia per stare sulle punte rispettando la musica. Ho sempre ammirato con grande rispetto la varietà delle sue creazioni coreografiche. Nei ruoli che ho danzato sulle creazioni di Balanchine ho amato la complessità, l'eleganza e l'insieme di tutti gli ingredienti che fanno grande la sua danza.

Mentre l'incontro con Jerome Robbins cosa ti ha donato?
Un artista sempre avanti rispetto al tempo presente, un altro grande genio della danza mondiale. Il suo modo di spiegare era fantastico e molto preciso, mi sono davvero ritenuta fortunata nell'essere scelta così giovane per le sue splendide coreografie. Grazie a Balanchine e a Robbins ho avuto l'opportunità per meglio comprendere l'arte della danza in ogni sua sfaccettatura e, naturalmente, ai massimi livelli.

Per quanto riguarda invece il tuo incontro con il grande ballerino e coreografo ungherese Youri Vamos?
Ho sempre apprezzato in lui il forte carattere, la decisa e marcata personalità e soprattutto la sua autorevole disciplina.

A distanza di tempo chi vuoi ringraziare tra tutti gli incontri artistici che ti hanno poi portata ad essere nominata prima ballerina al "Miami City Ballet"?
Sicuramente desidero ringraziare Edward Villella per avermi assegnato numerosi ruoli da protagonista nelle coreografie di Balanchine, e un caro ricordo è indirizzato anche alla Maestra Elyse Borne.

Raccontami il tuo incontro con l'insostituibile Maurice Béjart?
Un altro grande genio... con lui ho apprezzato particolarmente l'interazione che si era instaurata, era il coreografo stesso che chiedeva, correggeva e istruiva la ballerina nella propria creazione e accettava l'individualità dell'artista. Tra le indimenticabili sue coreografie per la mia personalità artistica e la mia fisicità desidero ricordare "Bhakti", "Arepo", "Presbytere" senza dimenticare il tango in "Mutation", e il ruolo di Partisans ne "L'uccello di fuoco". Di quel periodo conservo meravigliosi ricordi in sala danza a Losanna, dapprima la lezione con Azari Plysieskya e poi le molte ore di prove con Béjart quotidianamente.

Hai fatto parte, nel 2006, del cast di "Aida" nel celebre allestimento di Franco Zeffirelli al Teatro alla Scala di Milano. Quali emozioni hai provato nel danzare su uno dei palcoscenici più celebrati al mondo?
Non sono l'unica della mia famiglia ad aver lavorato in Scala, anche mio cugino André ha fatto parte dell'Orchestra per diversi anni in qualità di violista. Il Teatro alla Scala di Milano è un luogo incantevole ed unico, ricordo la grande emozione per quella prima di "Aida". Franco Zeffirelli l'avevo già conosciuto all'Arena di Verona nel 2002 ed era sempre soddisfatto del mio lavoro.

Nell'Aida del 2006 di Zeffirelli in Scala avevi come partner Roberto Bolle, che intesa artistica era nata?
La nostra intesa in palcoscenico è stata particolarmente sensuale come aveva voluto e richiesto espressamente il coreografo Vasiliev. Con noi c'era l'étoile Luciana Savignano di cui posso dire solo bene, è una persona squisita, adorabile e molto professionale.

Hai nominato Vladimir Vasiliev, come ti sei trovata a lavorare con un mito della sua portata?
Il Maestro Vasiliev ha avuto grande rispetto della mia persona, la nostra intesa è risultata ottima. Era stato proprio lui in persona a volermi protagonista nelle prime quattro recite dell'Aida di Zeffirelli in Scala.

Ripercorrendo la tua lunga carriera di successo, qual è stato il momento più importante?
Sono stati più momenti, certamente desidero ricordare quando da giovanissima sono entrata al "New York City Ballet", e quando ho avuto il mio primo ruolo nella creazione "Bugaku" e poi in "Russian Seasons" e in "Serenade" al Miami City Ballet.

La tua seconda casa è l'Arena di Verona, tante serate ti hanno vista protagonista nel tempo. Qual è stata la prima volta e con quale spettacolo?
Nel 1993 ho debuttato all'Arena di Verona in qualità di prima ballerina nel balletto "Spartacus" su coreografie di Youri Vamos. La vastità del palcoscenico permette ai danzatori di sbizzarrirsi nei movimenti che richiedono enorme spazio e l'atmosfera magica dell'Arena è un qualcosa di unico. Un'altra splendida soddisfazione è arrivata quando il direttore Renato Zanella mi ha scelta come assistente e "maître de ballet" della compagnia oltre al ruolo di prima ballerina nella sua creazione del "Bolero" andato in scena al Teatro Filarmonico nel 2015.

Dopo tante esibizioni nell'Aida di Giuseppe Verdi, quali sono le emozioni ricevute in cambio da questa celebre opera lirica?
L'aver appresso la totale bellezza di quella storia d'amore che nemmeno le molteplici diversità e avversità possono intralciare.

Tra i ballerini odierni a livello internazionale, chi sono i tuoi preferiti?
Indubbiamente Svetlana Zakharova, Natalia Osipova, Ivan Vasil'ev, Roberto Bolle e tanti altri. Mentre tra i grandi del passato (sempre attuale anche oggi) il mio preferito in assoluto è Rudolf Nureyev, un artista unico che ha segnato definitivamente la storia della danza mondiale portando quest'arte ad essere particolarmente amata, completa ed emozionante.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Martedì, 08 Gennaio 2019 14:18

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