giovedì, 16 agosto, 2018
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"A passo di danza" o la serata tersicorea della Fondazione Milano per la Scala. -di Vito Lentini

"A passo di danza" - Roberto Bolle. Foto Erica Locatelli "A passo di danza" - Roberto Bolle. Foto Erica Locatelli

A passo di danza o la serata tersicorea della Fondazione Milano per la Scala

di Vito Lentini

Una serata speciale dall'ampio valore educativo è l'iniziativa concepita dalla Fondazione Milano per la Scala che ha avuto luogo lo scorso 3 marzo presso i Laboratori di Scenografia "ex Ansaldo" del Teatro alla Scala. A passo di danza - questo il nome scelto per l'occasione - è l'evento nato con l'obiettivo di raccogliere fondi a favore della sezione dedicata alla danza della Fondazione milanese e che, nel contempo, ha avuto il merito di palesare l'intento del proficuo approfondimento sulla formazione coreutica. Ambito, questo, non di rado trascurato e che necessita di idee e azioni volte a porre mente, indagare e divulgare una pratica educativa e formativa di ampio spettro.

Gala APassoDiDanza foto MarcelloChiappalone

Strutturato intorno alla appropriata gestione degli spazi, l'evento ha attivamente coinvolto circa venti giovani danzatori della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala mediante un percorso di accoglienza del pubblico strutturato secondo una scansione temporale: tre distinte sezioni hanno aperto il sipario, infatti, su momenti brevi ma emblematici delle tappe formative previste nei corsi della preparazione accademica impartita dall'istituzione milanese. Frammenti di lezioni, di esercizi alla sbarra, di sessioni al centro e stralci dello studio della tecnica del passo a due hanno trovato spazio negli ambienti degli estesi laboratori scaligeri rimodulati, per l'appunto, secondo un itinerario di visita propedeutico non escludendo, da ultimo, l'esito specifico del percorso formativo del danzatore: la vita d'artista sul palcoscenico. Il preludio della cena di gala, infatti, è stato affidato ai ballerini del Corpo di ballo del Teatro alla Scala Nicoletta Manni, Claudio Coviello, Virna Toppi, Marco Agostino e Martina Arduino. Un momento di danza dedicato ai professionisti del settore, dunque, con la presentazione di alcuni stralci tratti dal balletto Goldberg-Variationen - creazione di Heinz Spoerli del 1993 - attualmente in scena proprio al Piermarini. Un'opportunità per mostrare "un ricco squadernamento di passi e legazioni attingendo a profusione alla danse d'école" (Vito Lentini, La resa empirica d'esistenza e conoscenza nelle Goldberg-Variationen). Per l'occasione i danzatori del teatro milanese hanno avuto il pregio di ricreare l'atmosfera di un'opera che porta in scena il portato specifico della creatività astratta. Con Nicoletta Manni e Claudio Coviello, di converso, il pubblico presente ha avuto il pregio di assistere ad un estratto tratto da Grand pas classique, passo a due su musica di Auber e coreografia firmata da Viktor Gsovsky. Entrambi i Primi ballerini corroborano ancora una volta le lodevoli valutazioni che non di rado abbiamo posto in evidenza nei numerosi ruoli ricoperti nelle recenti stagioni scaligere.

Gala APassoDiDanza LabScala MarcelloChiappalone 20180303 09

Da segnalare, inoltre, la preziosissima opportunità offerta ai partecipanti di scorgere, prima di raggiungere la sala riservata alla cena, locandine e costumi di allestimenti storici che hanno scritto pagine indimenticabili al Teatro alla Scala come nel caso dell'epocale Schiaccianoci firmato da Rudolf Nureyev e della romantica Sylphide.
L'assetto formativo conferito all'evento testimonia la volontà di rispondere all'esigenza di avvicinamento e accompagnamento alla proficua fruizione dell'arte dello spettacolo: l'attenzione che la Fondazione riserva al pubblico più giovane e all'arte coreutica in una città che non può dimenticare la danza si colloca in questa prospettiva che è risposta di prossimità, di condivisione, di appartenenza e di esperienza della vita del Teatro.

Tra i presenti il Sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira, il Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala Fréderic Olivieri e l'étoile Roberto Bolle: autorevoli voci, unanime nel condividere la peculiarità e la preziosità del percorso formativo coreutico e del necessario supporto ad un'arte capace di scandaglio emotivo.

Ultima modifica il Giovedì, 08 Marzo 2018 08:00

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