martedì, 28 marzo, 2017
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Incontro con il Maestro Alberto Veronesi per discutere il suo programma culturale per Milano. -a cura di MSG

Alberto Veronesi Alberto Veronesi

Cultura è benessere

Incontriamo il Maestro Alberto Veronesi per discutere il suo programma culturale per Milano.
Direttore d'orchestra, musicista, Direttore del Festival Puccini di Torre del Lago, dell'Orchestra Sinfonica Siciliana, presente alla Shanghai Opera House e all'Opera Orchestra di New York, vuole portare la sua esperienza in campo internazionale nella sua città natale sotto il segno della cultura per vivere meglio.

Il suo programma parte con tre titoli di intenti: "Milano Internazionale", "Lavoro per i giovani artisti, "La cultura per tutti", ci spieghi meglio la sua proposta.

"Sì, sono convinto che dobbiamo lavorare per realizzare questo mio progetto, qui a Milano. Prima di tutto continuare l'esperienza dell'Expo, sul concetto di Internazionalizzazione, facendo arrivare tanti studenti stranieri che portino talento, idee e nuove risorse economiche, e lo vorrei realizzare ad esempio con il brand Teatro alla Scala, con la creazione di una Università dello Spettacolo dal vivo, di livello internazionale, una vera Academy. Realizzando anche attorno alla Scala, nel periodo del 7 dicembre, un Festival di Sant'Ambrogio, un momento di produzioni collaterali, con moda, musica, teatro, incontri, dedicato alla città di Milano e alle sue eccellenze culturali.
Come Franceschini ha creato un giorno al mese di gratuità per la visita ai musei. Bisogna fare un mese all'anno di gratuità, qui a Milano, per tutto lo spettacolo dal vivo, con la collaborazione delle grandi istituzioni milanesi, Piccolo, I Pomeriggi, Aslico, la Scala, proponendo nelle piazze, nei quartieri, musica, teatro, danza in forma gratuita. Penso anche ad un nuovo Festival della Danza. La città si deve aprire e diventare il diffusore del messaggio culturale con il quale riscoprire la sua vera vocazione che è sempre stata di carattere popolare. Nonostante siano cambiati i tempi l'uomo rimane l'uomo e il suo DNA non è cambiato. Quello che era popolare 100 anni fa può tornare ad esserlo ancora oggi. Naturalmente la velocità con cui viviamo e fruiamo i messaggi oggi è differente ma per esempio le cinquantamila persone che sono arrivate per PianoCity, proprio in questi giorni, sono il segno che le fondamenta del nostro patrimonio popolare sono ancora apprezzato.
Il mese della gratuità sarà un veicolo per incoraggiare e creare maggiore interesse nelle future attività. L'apertura dei Musei gratuitamente ha creato una maggiore vendita di biglietti. L'idea è quella di far capire alla gente che la cultura è una forma di bellezza."

Milano ha un passato ricco di attività culturali che ora vivono sofferenze e incongruenze burocratiche, penso al Lirico non ancora aperto, al Teatro I che ha fermato la stagione e a tante altre attività che stanno tirando i remi in barca, come pensa di agire?

"Il Lirico intanto sarà pronto fra pochissimo e con un gara pubblica sarà appaltato, ma la mia idea, riprendendo il mio programma presentato, è che questi spazi dovrebbero essere dati per grandi e prestigiose produzioni realizzate dai giovani che si laureeranno nelle scuole milanesi della cultura. Vorrei che Milano diventasse ancora di più una grande "stazione" educativa, di insegnamento per l'arte dello spettacolo dal vivo, penso all'utilizzo del nome Scala che potrebbe diventare un vero e proprio brand con la sua "Academy". I risultati del lavoro di studio verranno poi prodotti e presentati negli spazi milanesi affinché questi organismi possano svilupparsi e crescere.
E penso anche alle orchestre giovanili, ai cori, ensemble di musica contemporanea, giovani compagnie di danza contemporanea, per lo sviluppo della ricerca creativa. Insomma tutto ciò che è spettacolo dal vivo si riverserà all'interno degli spazi milanesi. Uscendo dalla logica della gara pubblica che molto spesso porta a scegliere contenuti di "cassetta" o eccessiva commercializzazione degli eventi. Dobbiamo favorire la crescita delle giovani compagnie per un futuro culturale di valore.
Abbellire i quartieri con la diffusione della musica, con la creazione delle Orchestre di quartiere, con lo sviluppo anche delle attività amatoriali per creare socialità e attività creative nei quartieri: dal teatro alla danza, alla scrittura alla street art. Penso anche ad un'Opera Tir, che porti questa nostra tradizione popolare nuovamente a contatto con le persone."

Dopo l'Expo, o dopo grandi eventi di portata internazionale, le città si ritrovano con delle problematiche di mantenimento dello standard di accoglienza e degli spazi. C'è un programma che state seguendo come lista?

"Nella visione strategica generale Beppe Sala ha un progetto di internazionalizzazione, con insegne e app multilingue, stazione informative che possano guidare i turisti. Un'accoglienza "cinese friendly" negli alberghi. Una filosofia per accogliere con informazioni e facilitazioni chi verrà a trovarci."

Chiudiamo con il suo slogan "Cultura è benessere", che in qualche modo richiama ad un ponte con quanto fatto da suo padre, il famoso oncologo Umberto Veronesi.

"Ci sono tre significati nella mia presentazione: estetica, benessere ed economia. E' innegabile che il bello fa star bene, dà gioia di vivere ed essere circondati da cose belle è uno stimolo a crearne delle nuove. Cultura del benessere come prevenzione nello stile di vita.
Benessere economico perché la cultura muove le persone, muove l'economia, crea flussi di persone, di turisti, di denaro e di creatività."

Ultima modifica il Giovedì, 26 Maggio 2016 20:02
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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