mercoledì, 20 giugno, 2018
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Australia - Il teatro degli emigranti italiani nel Paese delle belle speranze

Australia
Il teatro degli emigranti italiani nel Paese delle belle speranze

Che l'Australia sia stata, e tuttora è, terra di conquista, di dominazioni straniere verso gli abitanti aborigeni è cosa risaputa.
Che sia stata, e tuttora è, terra di emigranti, provenienti da ogni latitudine non si può negare.
Dall'Italia partirono, i primi del '900, migliaia e migliaia di persone in cerca di lavoro (oggi si direbbero migranti) e di una nuova vita che sul nostro territorio era stata loro negata. Trovarono ospitalità, s'incrociarono con altre etnie, lavorarono soprattutto nel settore della manovalanza, forza lavoro: chi fece il manovale, chi il muratore, chi il tagliatore di canne da zucchero, chi il falegname, chi il minatore, chi il cuoco.
L'Australia non era l'Eldorado, ma rappresentava comunque un'ottima opportunità.
Gli italiani, anche se poco colti, pur di mantenere la propria identità, le proprie origini, cercarono di fare gruppo, comunità. Cercarono di mantenere i propri dialetti, la propria cultura. Fra di essi ce ne furono alcuni che, culturalmente più preparati, cercarono di proporre sia per loro stessi che per un processo d'integrazione, le tradizioni teatrali, soprattutto quelle di strada, di piazza: processioni drammatiche, sacre rappresentazioni intorno al Vangelo, a Cristo, ai Santi, pur di non veder scomparire la propria identità nell'oblio, avvenivano in luoghi comunitari: se in Italia erano oratori o piazze, in Australia erano le strade che collegano la country-town con i campi, sempre per affermare la loro presenza in quel luogo, che permetteva l'insediamento di quella comunità, affermazione d'identità fra gli italo-australiani. Si arrivò addirittura ad una mistura di linguaggi, dialetto, italiano e inglese, pur di penetrare nel "variegato sociale" australiano. Si formarono compagnie amatoriali che proponevano un repertorio d'autori sconosciuti ma con contenuti validi, autori quali Raffaello Carboni, fondatore di un giornale per italiani, "The Eureka Stockade", commediografo, Osvaldo Maione, prolifico commediografo, e Nino Randazzo, autore teatrale, regista e giornalista, fondatore del giornale distribuito in Australia "Il Globo", che dopo 40 anni di vita in terra straniera, è tornato nella sua terra d'origine, la Sicilia, esattamente a Salina, in Val di Chiesa, Comune di Leni, e adesso è senatore democratico in Parlamento. È grazie a loro, Carboni e Randazzo, che la comunità italiana residente in Australia stava unita, veniva informata sui problemi del territorio, su quanto accadeva in Italia e poté assistere alle opere, quali "Pane e le rose", "Il sindaco d'Australia", "Fiamme a Kalgoorlie", "Victoria Market", i cui contenuti erano sempre sociali, di denuncia, di sofferenza dell'emigrante. Insomma, interpretano il mondo degli emigranti della prima generazione vissuta tra il '50 e '80 che scomparirà con essa: questa idea del teatro che concerne la morte di una generazione sancisce la dispersione e non lascia nessuna prospettiva al futuro. Infatti, i figli e i nipoti sono già percepiti come diversi, compromessi e perduti, e questo a ben vedere si risolve nella coscienza di una profonda disperazione, come si evince nell'opera "L'ultima flotta".

ninorandazzo

Ma di loro, in Italia chi ne parlò? Dovevamo venire qua per scoprire quanto fu importante l'azione di Carboni e Randazzo, su tutti i fronti: dal teatro all'informazione. Anche se autori italiani già affermati, quali Verga, Pirandello, De Filippo, Fo, cominciarono a far parte del repertorio amatoriale.
Dovevamo venire qua per scoprire quanto poco facesse, e quanto ancora poco fa, il Governo italiano per gli italiani di prima, seconda e terza generazione, a difesa della propria lingua, quale patrimonio della nostra memoria, quale patrimonio da difendere.
Cerchiamo di capire il programma dell'Istituto italiano di cultura a Sydney, ma da quello che leggiamo, ben poco: un po' di melodramma sotto forma di concerto, un po' di cinema anni '60. E di teatro?
Quali sono le compagnie italiane di prosa passate in tournée in Australia?
Quali Teatri Pubblici si sono avventurati in questa terra di promesse?
L'unica traccia che abbiamo trovato è il solito "Arlecchino servitore di due padroni" interpretato dall'attore Ferruccio Soleri, regia di Strehler e ai quali va il nostro grazie.

Ultima modifica il Martedì, 14 Giugno 2016 13:39

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