sabato, 23 settembre, 2017
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Le grandi muraglie cinesi - BEIJING di Mario Mattia Giorgetti

Cina - La Grande Muraglia Cina - La Grande Muraglia

Cari Lettori,
dopo New York, San Francisco, San Jose, Stoccolma, Bucarest, eccoci a Pechino, ribattezzato Beijing, capitale della Cina, per far conoscere dove il teatro lo vivi e racconti, venendoci. Sì, conoscere, raccontare, commentare, offrire è il nostro compito. E l'impegno non è solo quello di registrare, ma anche quello di proporre eventi, affinché la creatività dell'uomo possa sollecitare altri per un'arte allargata e condivisa.
Un viaggio nelle capitali del mondo per incontrare protagonisti dello spettacolo e intervistarli, per una reciproca conoscenza. Per questo ti chiediamo di stare vicino a Sipario.
Prossimamente: India, Giappone, Africa, Australia, Indonesia, Americhe, e altri ancora, perché, aprendo Sipario sul mondo, affermiamo, con Williams Shakespeare, che "Il mondo è tutto uno spettacolo" da vivere perché ti appartiene, per essere anche tu un protagonista. Apri gli occhi sul mondo con Sipario.


Le grandi muraglie cinesi

Per andare a vedere lo "spettacolo"
della Grande Muraglia, definita
la Settima Meraviglia del Mondo,
Patrimonio dell'Umanità, fin dal 1987,
qui a Beijing bisogna superare
altre tre "muraglie", anch'esse
patrimonio dell'umanità, che sono:
il traffico in un giorno di sabato,
che per uscire solo dalla città
ci si impiegano tre ore; e poi,
per "lavori in corso" sulla strada,
ti trovi fuori città, strade sconnesse
di una periferia disastrata, polverosa,
da Terzo Mondo, senza offendere
nessuno, che l'autista del pulmino
deve ricorrere al navigatore,
che non compie il suo compito,
non risponde ai comandi;
e allora l'autista scende incazzato
e va a chiedere ad un collega,
impantanato nello stesso problema.
Confabulano tra loro e poi,
gira che ti rigira, finalmente
sei dentro la "muraglia" del traffico autostradale.
Una "muraglia"
che si percorre a passo di lumaca,
e, per consolarti, guardi  lontano
le bizzarre architetture di edifici
che sono una sfida alle linee
della geometria che puntano
fiduciose verso l'alto del cielo.
Le grandi muraglie cinesi

La seconda "muraglia" è il Tempo,
anch'esso Bene dell'Umanità
che ti morde dalla testa ai piedi
con una temperatura da far cuocere
un uovo al tegamino se appoggi
la padella sulla coscia della gamba.

La terza "muraglia" è la comunicazione
di quei segni sfingei, impenetrabili,
che campeggiano in insegne colorate,
distribuite in maniera massiccia
su strade, case, negozi, edifici,
cartelli, pali, ecc.
Le ammiri come quadri futuristi
e non si ha il coraggio di chiedere
cosa dicono. Una vera muraglia, per noi.

La quarta "muraglia" è quella là,
quella vera, che si snoda tra i dorsi
delle montagne da secoli, addirittura
si parla di secoli avanti Cristo,
come un biscione di pietre accatastate
ad arte, in nome della difesa del territorio,
dei confini, o dall'invasione dei barbari
della Mongolia, della Manciuria, della Corea
e di altri popoli confinanti con la Cina,
che avrebbero potuto invaderla.
Solo dei pazzi potevano avventurarsi
in quei luoghi impervi,
con boschi impenetrabili, erbacce e piante
che lottano tra loro per la sopravvivenza;
eppure, poiché la paura fa novanta,
un imperatore dietro l'altro hanno continuato
a mettere pietra su pietra, con migliaia
e migliaia di operosi operai,
che vi lasciavano la pelle.
Alcuni sostengono che molti dei quali siano stati sepolti
tra una parete e l'altra, come terrapieno;
come riempitivo, insomma.
Sono fantasie che si creano sempre
intorno a costruzioni che hanno
avuto bisogno di anni e anni
di lavoro per essere realizzate.
Un biscione di pietra, con un cammino
che sembra una stradina medievale
italiana acciottolata, cioè come un vicolo
per intenderci, protetto da muri merlati
alti come un uomo, che si snoda
per ottomila chilometri per tuffarsi
alla fine nel mare.
E ogni tanto il dorso del biscione
è intervallato da numerose torrette
dove i soldati di quei tempi,
tra una fumata e l'altra,
si tenevano pronti per quei
presupposti pericoli o reali
attacchi dei barbari mongoli.
Ora su quei camminamenti,
tra scalini che salgono o scendono,
armati di iPad, macchine fotografiche,
ci sono altri soldati:
i turisti provenienti dal mondo intero.
Ora, intorno a questa cintura pietrosa,
sono nati punti di ristoro, negozi
di mercanzie di ogni tipo, venditori
lungo la strada di frutta,
di  pannocchie, giuggiole, noccioline, mandorle,
patatine, ma,soprattutto, bottigliette
d'acqua per il refrigerio dei coraggiosi visitatori.
Ora, teleferiche installate
all'uopo sono in continua funzione,
per passeggeri singoli, in coppia
e in gruppo.
Le grandi muraglie cinesi
Come potevamo non partecipare a questo spettacolo
che attira all'anno milioni di persone,
come il nostro Colosseo,
provenienti da ogni dove?
Ma per sapere come si arriva
ad essere spettatori occorre
conoscere l'organizzazione
di raccolta del pubblico.
Ogni hotel di Beijing ha un punto
vendita di questo tour.
Al mattino, un pulmino fa il giro
degli alberghi; tira su chi ha acquistato
il ticket. Un giro di più di un'ora.
Poi, in un punto della città,sale la guida,
che in inglese saluta tutti. Si presenta
e, microfono alla mano, comincia
a raccontare la storia della città.
Anticipa alcune notizie sulla Grande Muraglia.
E poi, tranquillamente,
dice:" Adesso riposatevi fino
all'arrivo sul posto". Un riposo lungo
tre ore coi disagi per quel che sopra
si è detto e che bisogna sopportare.
Dove sta lo spettacolo una volta sul posto?
Quando sei davanti a questa "meraviglia"
del mondo? Sta nelle energie che occorrono
per decidere di compiere il percorso
che hai scelto: camminare a destra o sinistra;
sta nel cercare dove farti la foto
per gli amici di casa e quelli di Facebook;
sta nello sventolarsi un po' d'aria
per rinfrescarti il volto; sta nei momenti
in cui ti appoggi ai muri per riprendere fiato;
sta nel momento in cui decidi di tornare indietro,
all'albergo per farti una doccia fredda,  ristoratrice.
Ecco dove sta lo spettacolo.
In una bella ritirata. Però... l'emozione
di aver messo piede là,
sulla strada della Grande Muraglia,
di aver registrato coi propri occhi
immagini su immagini, arricchendo
il tuo immaginario, di aver respirato
l'aria calda, umida, unica, con orgoglio,
faranno parte del tuo vissuto di "giramondo".

Ultima modifica il Lunedì, 22 Settembre 2014 09:48

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