domenica, 24 settembre, 2017
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Centro città di Beijing - BEIJING di Mario Mattia Giorgetti

Centro città Beijing Centro città Beijing

Cari Lettori,
dopo New York, San Francisco, San Jose, Stoccolma, Bucarest, eccoci a Pechino, ribattezzato Beijing, capitale della Cina, per far conoscere dove il teatro lo vivi e racconti, venendoci. Sì, conoscere, raccontare, commentare, offrire è il nostro compito. E l'impegno non è solo quello di registrare, ma anche quello di proporre eventi, affinché la creatività dell'uomo possa sollecitare altri per un'arte allargata e condivisa.
Un viaggio nelle capitali del mondo per incontrare protagonisti dello spettacolo e intervistarli, per una reciproca conoscenza. Per questo ti chiediamo di stare vicino a Sipario.
Prossimamente: India, Giappone, Africa, Australia, Indonesia, Americhe, e altri ancora, perché, aprendo Sipario sul mondo, affermiamo, con Williams Shakespeare, che "Il mondo è tutto uno spettacolo" da vivere perché ti appartiene, per essere anche tu un protagonista. Apri gli occhi sul mondo con Sipario.


Teatro all'aria aperta
Un mare di persone

Chi ha la ventura di arrivare a Beijing, (toponimo di Capitale del Nord, vanta oltre 18 milioni di abitanti, con una densità di 1200 persone per chilometro quadrato, e si sviluppa su un area pari a tutta la Regione del Lazio, centro politico, culturale e scientifico, ambita dal turista per la sua storia millenaria, per eventi spettacolari, monumenti storici, musei, Palazzi come quello d'Estate o del Tempio del Paradiso e altri luoghi, quali la Città Proibita) non può perdersi, in un pomeriggio di sabato d'agosto, lo spettacolo umano che vive nell'area del centro città, quella che vede concentrati magnifici alberghi, grandi negozi e il più importante Centro Commerciale.
Quando ti affacci sulla via Wangfujing Dajie, della zona Chaoyong, l'occhio intravede una fiumana di teste nere e corpi essenziali, asciutti, uno addosso all'altro, lunga oltre il chilometro. Impressionante, un mare di teste in movimento, come acqua increspata. Sono tutti giovani, famiglie con il bimbo, unico per legge, coppie di fidanzati, gruppi di amici, che si riversano su questa zona, come i francesi fanno sui Champs Elysées, come i romani tra piazza del Popolo e via del Corso, come i milanesi tra San Babila e via Monte Napoleone, con una sola differenza: l'ampiezza dell'area pedonale, qui è infinita. Una marea di gente che vagola in su e giù, ma che, stranamente, non trovi nel Centro Commerciale. Il quale è quasi deserto; forse chi ha investito in questo faraonico edificio, non ha calcolato una cosa: troppo costosi i prodotti esposti per le tasche di questi giovani; e poco attraenti, perché il Centro Commerciale non fa immagine, per chi possiede tanti soldi. Fa tristezza vedere in questo spazio, enorme, lindo, bianco, deserti anche negozi di illustre firme italiane. Salendo da piano terra i gironi quasi danteschi, si arriva fino al sesto piano.
Beijing - Centro Commerciale
E tanto per capire, erano più le guardie vigilanti che abbiamo incontrato che avventori. Eppure era un sabato pomeriggio, giorno ottimo per lo shopping. Ma lo choc vero e proprio lo vivi su una strada laterale che parte dalla piazza principale e si proietta sul lato sinistro verso un punto lontano: cioè vedere in fila un centinaio di super bancherelle organizzate di ogni sorta di cibo, una adiacente all'altra, dove, con fornelli e bombole di gas, cuochi provetti cucinano in diretta di tutto: una gamma di proposte culinarie da prendere al volo, da mangiare in piedi, coinvolgendo migliaia di persone.
E vedere questi cuochi, giovani e meno giovani, donne di ogni età, tutte con cappello e grembiule rosso, da sembrare un "esercito della salvezza" della gola, che oltre a cucinare a vista, fanno anche da imbonitori, è un spettacolo che solo Beijing ti può offrire.
Da non perdere, perché è qui che vedi il vero e giovane strato sociale che anima la Capitale. Una umanità che ha voglia di dimostrare di esserci, che cerca modelli occidentali nel vestirsi, nel calzarsi, nelle pettinature, che sogna un nuovo modo di vivere.
Ma i problemi sono i collegamenti per raggiungere i posti che vorresti conoscere. Non c'è tassista che spiccichi una parola d'inglese; devi muoverti con pezzi di carta da mostrare se hai avuto la fortuna di trovare qualche aiuto in albergo.
Beijing
Per arrivare al punto giusto i percorsi sono interminabili, quando il tassista parte, grazie all'intervento di un impiegato dell'albergo, il prezzo, comunque, è quello che appare sul tachimetro; il problema nasce per il rientro. Niente tachimetro, si passa alla trattativa e la richiesta è sempre il triplo di quella che hai speso per l'andata e il percorso di rientro e sempre molto breve. Insomma, non manca l'arte di arrangiarsi. Lo sappiamo anche noi, perché ciò accade anche in certe città, senza fare i nomi, del Sud italiano.
Ma lo spettacolo a cui abbiamo assistito ne valeva la pena. Mai tante persone deambulanti come abbiamo osservato qua su questo palcoscenico del centro città, dove gigantesche insegne rosse- è un colore che non manca- ti accompagna nel passeggio: tanto per conoscere, capire.

Ultima modifica il Lunedì, 22 Settembre 2014 09:50

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