sabato, 25 novembre, 2017
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Sguardo sul contemporaneo. La stagione '17-18 del Teatro Metastasio

"Giulio Cesare", regia Alex Rigola. Foto Serena Pea "Giulio Cesare", regia Alex Rigola. Foto Serena Pea

Sguardo sul contemporaneo. La stagione '17-18 del Teatro Metastasio

PRATO - Una stagione ambiziosa, quella presentata ieri al Teatro Metastasio, estremamente attenta agli sviluppi della drammaturgia contemporanea a livello transgenerazionale: dal maestro Harold Pinter agli emergenti Leo Muscato e Armando Pirozzi, dall'antichità letteraria di William Shakespeare alla modernità di Dürrenmatt e Testori. Un cartellone composito anche fra le epoche, attento a percorrere i momenti più interessanti della storia del pensiero moderno, con una incursione anche nell'antico teatro greco.
La stagione è imperniata su alcuni punti cardinali che ne lasciano intuire la caratura intellettuale: la direzione ha voluto porre l'accento sull'aggiornamento alla contemporaneità delle tecniche e del linguaggio del teatro, per far sì che questo tradisca la sua missione di "specchio della vita"; ecco così in apertura di stagione, l'allestimento di Peter Stein dello shakespeariano Richard II (con Maddalena Crippa nelle vesti del protagonista), e ancora il Giulio Cesare riletto da Alex Rigola: due classici calati nei nostri inquieti giorni, con interessanti intuizioni socio-politiche. I grandi classici della drammaturgia trovano posto anche con la doppia presenza di Dostoevskj (Il giocatore e Delitto e castigo ancora strettamente attuali nella nostra crisi contemporanea. Da segnalare anche Quartett, di Heiner Müller, che segna il ritorno di Valentina Banci al Metastasio, dopo la conclusione dell'esperienza quinquennale con la Compagnia Stabile; per l'occasione, la Banci sarà affiancata da Fulvio Cauteruccio (i due hanno già recitato insieme in Porcile diretti da Valerio Binasco), nell'adattamento di Roberto Latini, protagonista anche con I giganti della montagna, che ha riscosso grande successo al Piccolo di Milano nella stagione 2015-2016.
Fra la drammaturgia contemporanea, spiccano i tre atti di Harold Pinter, Night Bar, dolceamaro racconto di un'umanità ai margini nell'America dei nostri giorni; uno dei testi più toccanti dell'autore inglese, allestito per l'occasione da Valerio Binasco. Importante anche la presenza di Eros Pagni diretto da Luca De Fusco nei Sei personaggi in cerca d'autore, che conferma Luigi Pirandello tra gli autori italiani più frequentati a Prato.
Facendo un salto nel tempo alle radici del teatro, Carmelo Rifici rilegge Ifigenia liberata di Euripide, proposto in chiave di denuncia della violenza di genere. Perché il teatro deve essere anche un luogo di dibattito sulle mancanze della società. Sandro Lombardi è l'interprete dei Tre lai, di Giovanni Testori, uno degli autori più interessanti dell'ultimo mezzo secolo, a torto dimenticato ma a cui Parato rende dignità artistica.
La stagione del Metastasio unisce artisti giovani e più maturi, scelti non tanto su base anagrafica, ma sulla loro capacità di raccontare l'oggi; accanto ai maestri, anche le nuove generazioni dimostrano il loro sguardo acuto sulla realtà, da Gli Omini a Michele Riondino, e trovano a Prato un altro spazio dove confrontarsi con il pubblico e crescere artisticamente. A livello di territorio, la stagione include quattro spettacoli fra i quali spicca il Vangelo secondo Lorenzo, coprodotto da Arca Azzurra, Elsinor e Istituto Dramma Popolare di San Miniato.
Infine, l'attenzione della direzione si è focalizzata anche sulla nuova drammaturgia, con, fra le altre, la riscrittura de Il giocatore operata da Vitaliano Trevisan, e la rielaborazione della Vedova allegra, classico dell'operetta di Franz Lehar, che Victor Leon e Leo Stein volgono in L'allegra vedova.
Da segnalare i progetti di formazione del pubblico Lo spettatore critico e Lo spettatore attento, che si terranno al Teatro Magnolfi, dove il pubblico avrà l'occasione di confrontarsi in vari momenti con gli attori e i registi in scena; la missione del teatro, infatti, non si esaurisce con la rappresentazione, ma trova anche nel "prima" e nel "dopo" momenti utili per coinvolgere gli spettatori nella grande macchina di parole, gesti, suoni, che sono metafora dell'individuo.
Il cartellone è composito, impegnato e leggero insieme, spazia dal classico allo sperimentale, e vanta numeri importanti: 31 titoli per 126 rappresentazioni, con sette produzioni. Dopo l'aumento di pubblico del 12,2/ nella media generale delle presenze in sala, con l'attuale stagione si punta a migliorare ancora questo traguardo, anche grazie alla politica dei prezzi che ha mantenuto sostanzialmente invariato il costo dei biglietti, oltre alle riduzioni cui hanno diritto anziani, studenti, cassintegrati e disoccupati, e alle convenzioni che permettono di ottenere sconti fino al 20%.
Perché il teatro è prima di tutto un servizio alla società, e in quanto tale a ognuno deve essere data la possibilità di accedervi.

Niccolò Lucarelli

 

Ultima modifica il Venerdì, 23 Giugno 2017 21:42

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