domenica, 28 maggio, 2017
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Tindari, dal 24 maggio al 4 giugno - Torna il "Teatro dei Due Mari": il dramma dell'immigrazione riletto attraverso i miti di ieri

Torna il "Teatro dei Due Mari"
il dramma dell'immigrazione riletto attraverso i miti di ieri

Nel suggestivo scenario del teatro antico di Tindari, si svolgerà dal 24 maggio al 4 giugno la prima parte della rassegna diretta da Filippo Amoroso. In scena gli spettacoli "Medea" di Walter Pagliaro e "Il ciclope" del messinese Angelo Campolo.

MESSINA. Torna nel segno dell'accoglienza e dell'integrazione il festival "Teatro dei Due Mari", giunto alla sua diciassettesima edizione. Dopo il grande successo della passata stagione, la kermesse diretta da Filippo Amoroso, in scena nel suggestivo scenario del teatro antico di Tindari, si svolgerà in una prima fase dal 24 maggio al 4 giugno e in una seconda fase, come da consuetudine, nel mese di agosto.
La conferenza stampa di presentazione si terrà martedì 16 maggio, alle 12, presso l'Assessorato al Turismo della Regione Siciliana (via Notarbartolo 9, Palermo), in presenza dell'assessore Anthony Barbagallo.

A dare il la alla rassegna, gli spettacoli "Medea", con la regia di Walter Pagliaro, e "Il Ciclope", diretto dal giovane artista messinese Angelo Campolo, che affronteranno il tema struggente dell'accoglienza degli stranieri venuti dal mare da due punti di vista opposti: l'uno tragico e drammatico e l'altro comico e ironico. Due grandi classici del Mito la cui rilettura diverrà un'occasione per riflettere e interrogarsi su uno dei temi più toccanti dei giorni nostri.

MEDEA. L'avventura della nave Argo può essere intesa oggi come un viaggio verso le regioni più misteriose della mente, un salto verso l'ignoto. Rappresentata per la prima volta nel 431 a.C., ad Atene, la Medea di Euripide, riletta drammaturgicamente da Amoroso e affidata alla sapiente regia di Pagliaro, verte sull'essere straniera e "irrimediabilmente diversa" di Medea, interpretata da Micaela Edra.
Pur non tralasciando gli aspetti passionali, le affermazioni di femminilità in contrasto con il mondo maschile e i riflessi giuridico-sociali del suo comportamento, la nuova messa in scena è incentrata su una problematica che la Medea di Euripide affronta con lucida razionalità di sapiente: l'accoglienza degli stranieri. Medea, barbara ed esule a Corinto, abbandonata dal marito Giasone, vive sulla propria pelle la condizione di migrante e definisce regole di comportamento la cui attualità strugge, ai giorni nostri, milioni di immigrati e cittadini che devono garantire accoglienza umanitaria e il riconoscimento dell'asilo politico.

Dieci attori si aggirano smarriti sul palcoscenico, fra memorie fantastiche di una cultura perduta e gli arredi odierni di un nosocomio o di un centro di accoglienza. Improvvisamente, su un lettino, accartocciata su se stessa, scoprono una donna incrostata di terra: la sua testa è fasciata. Lentamente gli attori la sbendano: il suo cranio rasato comincia a pulsare e dal cervello scaturiscono segrete visioni, mentre il cielo si oscura...

IL CICLOPE. Diretto dall'attore e regista messinese Angelo Campolo, impegnato negli ultimi anni in un percorso di integrazione culturale con giovani stranieri attraverso la pratica e lo studio del teatro, "Il Ciclope" è una rilettura contemporanea del dramma satiresco di Euripide incentrato sul celebre episodio omerico. La pièce, co-prodotta dal Teatro dei Due Mari e dall'associazione Daf - teatro dell'esatta fantasia, vede il coinvolgimento di otto attori e un musicista, con Edoardo Siravo nel ruolo del protagonista.

Chi sono oggi i "primitivi"? Da dove arrivano coloro che minacciano il nostro ordine costituito? Che lingua parlano? Sono davvero stranieri o forse più simili a noi di quanto pensiamo? Partendo da queste domande il dramma di Euripide è la chiave di volta di uno spettacolo, impreziosito dalle musiche originali di Marco Betta, eseguite dal vivo, che intende "giocare" con la prospettiva rovesciata del Noi e dell'Altro, sovvertendo tutti i pregiudizi e le certezze dei discorsi "civilizzatori" tradizionali. L'archetipo selvaggio del Ciclope per la prima volta appare perfettamente consapevole della sua condizione, lo specchio deformante di un sistema di valori che sta cadendo a pezzi. Il "grande occhio" del gigante, incapace di guardare oltre i propri bisogni, si spegne al grido del celebre "Nessuno mi ha accecato!" con la consapevolezza tragica di chi va incontro ad un destino già scritto. Per lui il buio profondo della solitudine di chi resta ai margini del mondo. Straniero per scelta, condanna o volere del fato.

Calendario spettacoli:

Mercoledì 24 maggio - Ciclope, ore 19
Giovedì 25 maggio - Medea, ore 19
Venerdì 26 maggio - Ciclope, ore 19
Sabato 27 maggio - Medea, ore 19
Domenica 28 maggio - Ciclope, ore 19
Lunedì 29 maggio - Medea, ore 19
Martedì 30 maggio - Ciclope, ore 19
Mercoledì 31 maggio - Medea, ore 19

Giovedì 1 giugno - Ciclope, ore 19
Venerdì 2 giugno - Medea, ore 19 - Ciclope, ore 21
Sabato 3 giugno - Medea, ore 19 - Ciclope, ore 21
Domenica 4 giugno - Medea, ore 19

Per info e prenotazioni:
www.teatrodeiduemari.net
Call Center: 0942240912
Accrediti: inviare email con oggetto ACCREDITI a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , indicando testata e nominativo

 

Ultima modifica il Martedì, 09 Maggio 2017 07:57
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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