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Peter Brook

Peter Brook Peter Brook

Peter Brook, nato a Londra nel 1925 da genitori d'origine russa, dopo una brillante laurea ad Oxford in letteratura comparata, iniziò ad occuparsi di teatro, a sentir lui, più per caso e per necessità economiche che per un interesse profondo: la sua passione dichiarata era infatti il cinema. Ciò non gli impedì di avere, a soli 24 anni, l'incarico di direttore artistico al Covent Garden di Londra, impegno che abbandonerà molto presto per tornare alla prosa, lavorando con i più grandi attori inglesi del tempo (John Gielgud, Lawrence Olivier e soprattutto Paul Scofield) e occupandosi sia del teatro elisabettiano sia di autori contemporanei. La tournée europea di Tito Andronico nel 1955 rivelerà Peter Brook, già molto noto in Gran Bretagna, al resto d'Europa. In questo periodo si interessa alle opere di Shakespeare considerate minori delle quali apprezza la "fluidità cinematografica", affronta però anche i testi maggiori: Amleto (1955) e La Tempesta (1957). Sul finire degli anni '50 e i primi anni '60 realizza due film ispirati a romanzi: Moderato cantabile da Marguerite Duras e Sua Maestà delle mosche da William Golding; nel '62 torna a Shakespeare con un memorabile Re Lear. Lo spettacolo, che passa per il rifiuto di ogni inutile decoro scenografico, segna una tappa fondamentale nel suo percorso artistico e in quello del teatro occidentale contemporaneo: lo spazio scenico diviene "vuoto", saranno le parole, i corpi e l'energia degli attori a riempirlo d'immagini; il confronto con alcune, grandi tradizioni teatrali extraeuropee può dirsi già iniziato. Nel '70 Re Lear avrà una brillante versione cinematografica.

Peter Brook

Dalla metà degli anni '60 la ricerca teatrale di Peter Brook si fa ancora più radicale, aumenta il lavoro sul corpo, sulla voce e sull'improvvisazione, l'amicizia e gli scambi con Jerzy Grotowski contribuiscono a rafforzare questa tendenza. Nel '64 nascono Marat-Sade di Peter Weiss e The Screans (Les Paravents) di Genet, nel '66 US, uno spettacolo sulla guerra in Vietnam. Nel 1968, da un laboratorio internazionale promosso da Jean Louis Barrault, nascono un Edipo Re da Seneca; un Sogno di una notte di mezza estate giocato con le tecniche del circo e dell'Opera di Pechino e una nuova Tempesta, segnata da un forte sperimentalismo.

Nello stesso anno Brook pubblica il suo libro più noto, Lo spazio vuoto. Nel 1970 si trasferisce a Parigi dove fonda il CIRT (Centre International de Recherches Théâtrales) e realizza Orghast; lo spettacolo, considerato come il più portentoso lavoro sulla voce mai realizzato in teatro, viene rappresentato a Persepoli, in Iran, nel 1971. La ricerca teatrale di Peter Brook si fa planetaria: per sperimentare nuove possibilità di comunicazione e improvvisazione, con il CIRT viaggia in Africa e negli Stati Uniti. Chiamato successivamente a dirigere Les Bouffes du Nord a Parigi, vi allestisce spettacoli come Les Iks, Ubu aux Bouffes, Misura per misura, l'Os e la Conference des oiseaux, un affascinante Giardino dei ciliegi da Cecov e La tragedia di Carmen, dove si fondono perfettamente canto e recitazione. Nel frattempo ha realizzato un altro film, Meetings with Remarkable Men (Incontri con uomini straordinari), ispirato a un libro di Gurdjeff.

Il 1985 è l'anno del Mahabharata, lo spettacolo, proposto al Festival d'Avignone, dura nove ore e può essere considerato come una summa del lavoro di Peter Brook; la versione cinematografica esce nell'89. Da allora ad oggi crea altri spettacoli la cui eterogeneità può dare la misura di una ricerca costante che ha come oggetto non solo il teatro ma la vita stessa: tra essi due opere liriche (Impression de Pelléas da Debussy e un Don Giovanni di Mozart), uno Shakespeare (la Tempesta in versione francese), due lavori, l'Homme qui e Je suis un phenomène, tratti da opere di due neurologi, l'americano Oliver Sacks e il russo A.R. Lurija, Giorni Felici di Beckett e due spettacoli "sudafricani", Woza Albert di Percy Mtwa e il recente Le Costume, tratto da un racconto dello scrittore Can Themba.

Peter Brook, ha realizzato complessivamente quasi cinquanta spettacoli teatrali e otto film, ha curato cinque regie di opere liriche, ha scritto sei libri ed ha ricevuto più di trenta importanti riconoscimenti in ogni parte del modo, tra gli altri il Premio Europa per il Teatro a Taormina nel 1989.

Nel 2005 ha portato in Italia Il grande Inquisitore da "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij e nel novembre 2006 ha portato in Italia il suo spettacolo Sizwe Banzi est mort.

Ultima modifica il Domenica, 04 Agosto 2013 05:03
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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