Sipario

home rivista recensioni cyclopedia spazio arte commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video lavoro archivio primo piano cartelloni testi link cerca blog


Logo AGISspazio agis : notizie di spettacolo

torna all'indice di spazio agis

 

23 febbraio 2009
Supplemento 1 al n.809

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Illustre Presidente,
nel rispetto dell’azione avviata dal Suo Governo per contrastare i riflessi nazionali della crisi mondiale dell’economia virtuale e reale, abbiamo seguito con silente attenzione le vicende della legge finanziaria 2009 per il profilo direttamente interessante le attività culturali dello spettacolo.
Abbiamo conclusivamente registrato che il Fondo Unico per lo Spettacolo è stato definito in 398 milioni di euro, 169 milioni in meno (-42%) di quanto previsto nella finanziaria 2008 per il corrente esercizio (567 milioni).
Consapevoli delle difficoltà generali delle imprese, dei lavoratori e dello loro famiglie (compresi quelli dello spettacolo) abbiamo atteso un intervento parzialmente riequilibratore con i provvedimenti successivi alla legge di bilancio che hanno riguardato disposizioni finanziarie urgenti e norme per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione ed imprese.
Non così per le attività culturali dello spettacolo, che da settembre avevano chiesto al Ministero di riferimento di poter congiuntamente monitorare l’evolversi della situazione in tutte le sedi deputate, onde evitare il tracollo del sistema in atto.
Abbiamo conosciuto gli ultimi e fondati provvedimenti del Governo che hanno riguardato i settori auto, moto, elettrodomestici, mobili, credito, innovazione tecnologica  con interventi complessivi per due  miliardi di euro.
Lo spettacolo, quindi, ancora escluso nonostante sia pienamente colpito dalla crisi economica generale; le nostre imprese completamente escluse  dagli interventi d’urgenza con l’aggravante  della riduzione del Fondo Unico per lo spettacolo, irrisoria per il bilancio dello Stato, ma che ha effetti devastanti sulla produttività, i consumi e l’occupazione.
Consideri, inoltre, che le imprese di spettacolo nel realizzare la propria attività sono un volano di risorse economiche sia per i dipendenti occupati che per il sistema delle piccole e medie imprese che costituiscono il forte indotto del settore.
A questo punto,  con questa lettera aperta lo Spettacolo italiano Le rivolge le seguenti  domande:
1)    ritiene  o no essere le attività dello spettacolo componenti essenziali della cultura e, quindi, dell’identità nazionale?
2)    ritiene o no che le risorse finanziarie destinate al settore debbono essere qualificate come investimento e non spesa corrente?
3)    ritiene o no che il sistema di equilibrio delicato delle imprese dello spettacolo possa continuare ad operare con il taglio dei finanziamenti del 42% da un anno all’altro, con attività di impresa programmata e contrattualizzata?
4)    ritiene o no che sia giunto il momento di avviare riforme per dare al Cinema e allo spettacolo dal vivo (Musica, Teatro, Danza, Circhi e spettacolo viaggiante) regole certe dopo oltre 40 anni dalle ultime leggi?
5)    ritiene o no che sia giusto il comportamento dei suoi colleghi Obama e Sarkozy che per contrastare la crisi attuale hanno rilanciato i valori della cultura, e cioè l’etica del fare e delle scelte?
Attendiamo una Sua risposta con atti immediati ed urgenti per avviare l’azione legislativa delle riforme per il cui sostegno è necessario rifinanziare con valenza triennale il Fondo unico per lo spettacolo  in modo da portare a compimento le riforme richieste sostenendo la continuità dell’attività delle imprese, l’andamento dei consumi, l’occupazione di 200 mila addetti che non possono usufruire degli ammortizzatori sociali.
 Se ciò accadrà non sarà nulla di più di quanto fatto per altri settori, riconoscendo che le nostre imprese, i nostri lavoratori, i nostri precari, le nostre famiglie, e i consumi di spettacolo non sono  figli di un dio minore.
Ma il Governo deve sapere che se non dovesse accadere nulla, le nostre imprese nella seconda metà di quest’anno dovranno prevedere non la ridefinizione di bilanci, ma la cessazione di attività già contrattualizzata, con i conseguenti licenziamenti.

E la collettività nazionale dovrà prendere dolorosamente atto che il Governo non considera le attività culturali dello spettacolo componente importante per la qualità della vita del nostro Paese, per la cultura e l’identità nazionale, in un momento in cui per contrastare la crisi sono universalmente richiamati valori di cui lo spettacolo è da sempre portatore naturale.

Notizie di Spettacolo, agenzia settimanale dell’Agis, direttore resp. Luigi Pietro Filippi,
reg.Tribunale di Roma n.40 del 24.1.1991 – via di Villa Patrizi, 10, Roma tel.06.88.47.33.83/4/5

© Sipario 2009